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Politica

Mortaruolo e il decarismo, “c’eravamo tanto amati”

Mino Mortaruolo e il PD. Un rapporto che si è fatto feroce negli ultimi tempi. Una storia quella delle relazioni fra il Consigliere regionale e il decarismo che si è sgretolato negli anni arrivando oggi a livelli di contrapposizione mai visti prima. Lontani i tempi della convergenza, gli anni della segreteria, gli anni di piena aderenza al pensiero del “lider maximo” che permisero al torrecusano di imporsi in un partito che ora come allora è ispirato al notabilato politico.

Poi il distacco, il dissenso dalla linea ufficiale, l’adesione a forme di contrapposizione interna che via via hanno isolato lui, come Antonella Pepe, fino a alla drammatica assemblea del PD del 7 ottobre 2022 quando passò la mozione decariana per la dichiarazione di decadenza dalla carica della presidente del partito proprio della Pepe con la quale poi i rapporti si sono rarefatti.

Insomma, da delfino a reprobo il passo s’è consumato con inopinata velocità, fino ad arrivare alle contumelie  di oggi con il partito che il consigliere di essere stato pressocchè inesitente per tutti questi anni di presenza regionale e lui che accusa senza mezzi il partito di averlo emarginato e di averne celebrato il de profundis. Lui, Mortaruolo, incassa gli strali decariani ma alla prima occasione, senza mai nominare il Vate, si toglie i suoi sassi dalle scarpe e senza troppi infingimenti.

 

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