Una virata a 360 gradi, un ritorno alle origini. Che Francesco Maria Rubano fosse il più riuscito dei modelli mastelliani è storia nota e d’altra parte nemmeno lui ha mai rinnegato le sue origini all’ombra del grande mentore. Ora, dopo anni di attacchi feroci, di stilettate al vetriolo, eccolo tornare a dialogare col suo maestro.
Tra i bene informati si racconta di un susseguirsi di incontri tra Puglianello e Beltiglio, anche con la intercessione di Pellegrino, a saldare un rapporto che sembrava irrimediabilmente finito ma la contingenza attuale li rivede provare a trovare il modo di aggirare le rispettive lacune; Rubano quella unità farlocca del centrodestra che in realtà nessuno vuole e Mastella un campolargo che nel Sannio non sarà facile realizzare nemmeno con quelle frange del PD, da Antonella Pepe a Peppantonio Ruggiero, tra loro in mezzo c’è un mare di differenze, che con il sindaco proverbbero a trovare una convergenza.
Ora, in politica ogni cosa ha un prezzo e in questo caso, sulla strada della congiuntura c’è la questione della vicepresidenza. Alfonso Ciervo cerca assicurazioni sulla sua vicepresidenza ma non ne ha, anche perchè la credenziale di questa liaison tra Mastella e Rubano potrebbe essere proprio il ruolo di vice Lombardi che Forza Italia chiede per se nella persona di Antonello Caporaso. E allora alle “teste d’uovo” mastelliste toccherà trovare un’altra sistemazione a Ciervo che non sarà Gesesa, destinazione di massima ma solo questo, per non irritare Essere Dem.
Il totocandidati. Nino Lombardi e la sua rielezione. Il sindaco di Faicchio è sereno e lo fa capire ampiamente
C’è da intendere chi gli potrà ostacolare il passo. Claudio Cataudo protrebbe essere la chiave per destabilizzare Forza Italia posto che sia Fratelli d’Italia che la Lega lo hanno indicato come candidato spendibile. E la stessa cosa potrebbe fare De Caro che col sindaco di Ceppaloni ha cordiali rapporti personali e pure politici. Insomma, una manovra a tenaglia per stanare Rubano. Ma c’è anche una ipotetica opzione Ruggiero, il sindaco di Foiano, ma assai improbabile perchè passerebbe solo attraverso l’azzeramento della classe dirigente piddin-decariana, cosa nemmeno calcolata a Largo Guerrazzi.