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Tassa rifiuti 2026, Benevento Domani interviene sulla TARI: “Dove finiscono i soldi recuperati dall’evasione?”

Tassa rifiuti 2026, Benevento Domani interviene sulla TARI: “Dove finiscono i soldi recuperati dall’evasione?”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota dell’Associazione Benevento Domani, a firma del presidente Nicola Boccalone, sulla TARI 2026 e sulle somme derivanti dal recupero dell’evasione.

Tassa rifiuti: ed io pago! La Signora Maria Grazia chiede di sapere. La tassa aumenta, dove finiscono i soldi recuperati dall’evasione?

Poste centrali, 9:00 del mattino, in fila per pagare la TARI, incrocio lo sguardo interrogativo della Signora Maria Grazia. Mi mostra la sua bolletta 2026 e mi chiede come mai la tassa rifiuti continui a crescere, nonostante si dica che prosegua il recupero dall’evasione: pagare tutti per pagare meno non dovrebbe valere anche per lei?

La Signora Maria Grazia merita una risposta concreta e compiuta. Le dinamiche sono complesse, per ricostruirle passiamo in rassegna più atti: il Piano tariffario 2026, la Validazione del Piano TARI dell’01.06.2026 dell’EdA Benevento, la delibera di Consiglio Comunale n. 23 del 25/06/2026, il Bilancio preventivo 2026-2028, il Conto Consuntivo 2025, le tariffe 2017/2025 e l’approvazione della rottamazione delle tasse locali per i debiti del periodo 01.01.2000-31.12.2023.

Dalla sintesi complessiva emerge che la tassa rifiuti continua senza sosta a crescere: il costo del servizio passa da 16,7 milioni nel 2017 a 17,6 milioni nel 2021, fino a 18,085 milioni nel 2026, come da validazione EdA.

Un punto chiave riguarda la determina ARERA n. 1 del 7/11/2025, che fissa le regole per determinare il costo complessivo del servizio e distribuirlo tra utenze domestiche e non domestiche. Oltre a richiedere appropriatezza e qualità dei costi, impone che dal totale siano sottratte le entrate “effettivamente conseguite” dal recupero dell’evasione. L’art. 4.5 lett. b) è chiaro: se da un lato il costo del servizio include le quote non riscosse dell’anno precedente, dall’altro questa misura deve trovare equa compensazione in ciò che viene ricavato dal recupero dell’evasione. Questo per evitare che siano sempre gli stessi a pagare.

L’adesione del Comune alla rottamazione delle tasse locali, TARI in primis, con definizione dei debiti pregressi 2020-2023 (pagamento entro il 31.12.2026), dà reale consistenza alle previsioni di recupero. Il Conto Consuntivo 2025, preceduto dalla ridefinizione dei residui del 26 marzo 2026, rileva che i soli crediti TARI dal 2017 al 2023 ancora da riscuotere ammontano a 13,278 milioni, ai quali si aggiungono 4,5 milioni per il 2024 e 5,1 milioni per il 2025.

Ebbene, passata in rassegna la tariffa 2026, non si trova alcuna traccia di riduzione del costo da recupero evasione. Una mancanza che prende le forme di una distorsione dei criteri guida, aggravata dal fatto che nel bilancio preventivo 2026 si prevedono entrate da recupero evasione TARI per 500mila euro, senza però portarle a scomputo diretto nella tariffa.

Ci si chiede dunque: perché le somme previste da recupero dell’evasione non risultano riflesse nella determinazione della tariffa? Se da una parte il Comune prevede di incassare 500mila euro, il cittadino ha diritto di sapere se e come questa somma sia stata considerata nel costo complessivo che sostiene la tariffa. È stata distrazione, oppure necessità di dare equilibrio al bilancio perché le spese “non possono” essere ridotte?

Sulla qualità e inerenza dei costi ci si riserva un approfondimento più scrupoloso; intanto, questa TARI appare come possibile conseguenza di una determinazione del costo complessivo non coerente con le regole ARERA. L’esclusione del recupero evasione dal computo dei costi apre poi una riflessione sul mantenimento degli equilibri di bilancio, considerato che il Conto Consuntivo 2025 evidenzia già un disequilibrio di parte corrente di 1,947 milioni di euro (cfr. pag. 57).

Cosa dire, dunque, alla Signora Maria Grazia? Che la determinazione della tariffa merita di tornare in Consiglio, per portare a scomputo almeno il valore delle istanze di rottamazione TARI depositate entro il 31 luglio scorso dai contribuenti, il cui valore non è indifferente, con conseguente rideterminazione della tassa tra le categorie di contribuenti. E ancora, che il prossimo assestamento di bilancio potrebbe essere l’occasione per spiegare ai cittadini, anno per anno, come siano state utilizzate, nell’ultimo decennio (2017-2026), le somme da recupero evasione: se portate in diminuzione del costo o impiegate a dare equilibrio al bilancio, un uso improprio.

Il dinamismo dialettico prelude risposte. In assenza, proporremo una raccolta firme e un’istanza all’ARERA, oltre che agli organi di controllo interni ed esterni all’Ente, a tutela dei diritti dei cittadini.

La Signora Maria Grazia vede e provvede a firmare, se necessario.

 

 

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