Roberto Costanzo: dal Sannio all’Europa, il ricordo della Gioventù Federalista Europea
A un mese dalla scomparsa del Professore Roberto Costanzo, la Gioventù Federalista Europea di Benevento vuole ricordare una figura che appartiene profondamente alla storia del Sannio, ma la cui esperienza ha saputo andare ben oltre i suoi confini.
Nato a San Marco dei Cavoti nel 1929, Roberto Costanzo ha attraversato quasi un secolo di storia italiana ed europea non da semplice osservatore, ma da protagonista della vita politica, istituzionale, economica e culturale del proprio territorio.
La sua è stata una generazione che ha conosciuto l’Italia del dopoguerra, la nascita della Repubblica, la costruzione delle istituzioni regionali e i primi passi di quell’Europa politica che oggi, per la nostra generazione, rappresenta una realtà acquisita e, al tempo stesso, un progetto ancora incompiuto.
Nel 1979, Roberto Costanzo fu eletto in quello che fu il primo Parlamento europeo scelto direttamente dai cittadini. Fu poi rieletto nel 1984, vivendo dall’interno una fase decisiva del processo di integrazione europea. Nel corso della sua esperienza a Strasburgo fu, tra l’altro, vicepresidente della Commissione per la politica regionale e l’assetto territoriale e presidente della delegazione per le relazioni tra Europa e Canada.
Ma il rapporto del Professore Costanzo con l’Europa non terminò con la conclusione del suo mandato parlamentare. All’Europa continuò a dedicare riflessioni, articoli, libri e occasioni di confronto. Nel 1984 pubblicò Parliamo d’Europa; trent’anni dopo tornò sullo stesso interrogativo con un titolo che conserva ancora oggi una straordinaria attualità: Europa no, Europa sì. Quale unità europea vogliamo. È forse proprio quella domanda a rendere oggi particolarmente significativo il suo ricordo per una realtà giovanile federalista.
Costanzo apparteneva a una stagione politica diversa e a una precisa tradizione culturale e partitica. Ricordarlo non significa appropriarsi della sua storia né appiattirne la complessità. Significa riconoscere il valore di un uomo che ha conosciuto le istituzioni europee quando esse erano ancora molto più giovani e che, anche dopo averle lasciate, non ha mai considerato conclusa la discussione sul futuro dell’Europa.
E lo faceva senza dimenticare da dove veniva. San Marco dei Cavoti, il Fortore, Benevento, il Sannio erano il punto di partenza del suo pensiero, mai il suo confine. Nella sua lunga attività politica e pubblicistica tornano costantemente l’agricoltura, lo sviluppo economico, la condizione delle aree interne, il rapporto tra centro e periferia, tra territorio e istituzioni. Fu il primo assessore all’Agricoltura della Regione Campania, dirigente della Coldiretti, presidente della Camera di Commercio di Benevento dal 1991 al 2004, giornalista e autore di numerose pubblicazioni.
Portò il Sannio nelle istituzioni e, allo stesso tempo, cercò di portare le grandi trasformazioni nazionali ed europee dentro il dibattito sannita. È questa capacità di pensare contemporaneamente il territorio e l’Europa che oggi sentiamo particolarmente vicina.
Essere europei, soprattutto per chi nasce e vive in un’area interna, non significa rinunciare alla propria appartenenza locale. Al contrario, significa chiedersi quale dimensione istituzionale possa offrire a quei territori opportunità, rappresentanza e strumenti per non essere condannati alla marginalità. Costanzo comprese molto presto quanto le politiche regionali, agricole e di sviluppo europee potessero incidere concretamente sulla vita delle comunità locali.
La sua scomparsa, avvenuta l’8 agosto scorso, rappresenta quindi qualcosa di più della perdita di un protagonista della politica sannita. Rappresenta la scomparsa un testimone.
Un testimone della storia politica del secondo Novecento, della trasformazione del Sannio e della Campania, delle battaglie per le aree interne e per il mondo agricolo, della nascita delle Regioni, dei primi decenni del Parlamento europeo, dell’evoluzione di un’idea d’Europa che egli ha continuato a osservare, discutere e mettere in discussione per tutta la vita.
E quando scompare un testimone di quasi un secolo di storia, una comunità perde qualcosa che nessun archivio può restituire completamente: la memoria vissuta degli avvenimenti.
Roberto Costanzo continuò fino agli ultimi anni a scrivere, intervenire nel dibattito pubblico e confrontarsi con generazioni molto più giovani della propria. Nel 2023 prese parte all’inaugurazione della panchina europea a San Marco dei Cavoti, realizzata dalla Gioventù Federalista Europea di Benevento e dal Forum dei Giovani di San Marco dei Cavoti. La sua ultima pubblicazione, nel 2025, dedicata a cinquant’anni di storia della Democrazia Cristiana nel Sannio, testimonia ancora una volta quella volontà di lasciare traccia di una stagione politica vissuta in prima persona.
Una comunità cresce anche attraverso questo passaggio di memoria. Come Gioventù Federalista Europea di Benevento, è soprattutto questo che vogliamo raccogliere dalla sua eredità: l’abitudine a guardare oltre i confini senza dimenticare le proprie radici, la convinzione che la politica abbia bisogno di conoscenza e memoria e, soprattutto, la disponibilità a continuare a interrogarsi sull’Europa.
La domanda che Roberto Costanzo poneva ancora nel 2014 resta aperta. Quale unità europea vogliamo? Oggi spetta alla nostra generazione provare a darle una risposta.
Nel ricordarlo, la Gioventù Federalista Europea di Benevento si unisce al cordoglio della famiglia, della comunità di San Marco dei Cavoti e dell’intero Sannio.



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