Rogo Airola, il governatore Fico: vicini alla comunità caudina senza formalismi
«La nostra presenza qui non è un atto formale, ma ha il senso della condivisione e della compartecipazione». Così il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si è presentato nell’aula consiliare di Airola, gremita di cittadini e rappresentanti delle istituzioni, per fare il punto sulla situazione dopo il vasto incendio che ha devastato l’impianto nell’area PIP.
La situazione resta complessa. A sottolinearlo è il direttore generale di Arpac, Sorbino, che ha spiegato come sia necessario attendere lo spegnimento completo della combustione per poter avere un quadro definitivo. I dati finora disponibili mostrano comunque una riduzione dei livelli di tossicità dell’aria, anche se si tratta di valori relativi e suscettibili di cambiamento.
Sul tema della diossina è intervenuto anche il direttore tecnico di Arpac, Claudio Marro. «La diossina ha bisogno di cloro per svilupparsi», ha spiegato, ribadendo la necessità di attendere il completo spegnimento del rogo prima di poter avere una valutazione complessiva della situazione.Marro ha confermato quanto già riferito questa mattina in Prefettura: per comprendere pienamente la quantità di diossina che potrebbe depositarsi al suolo sarà necessario attendere alcune settimane. Saranno quindi fondamentali ulteriori rilevamenti e un monitoraggio costante del territorio.
Fico ha assicurato la vicinanza della Regione alle comunità colpite e, in particolare, a quanti potrebbero subire conseguenze economiche dall’incendio. «La Regione sarà attenta ad allevatori e agricoltori che risulteranno danneggiati da questo incendio», ha detto.Il presidente ha quindi rivendicato la volontà di mantenere un rapporto diretto con i cittadini, senza «cuscinetti» tra le istituzioni e la società civile, sottolineando la necessità che ogni passaggio sia affrontato con chiarezza e trasparenza. «La Regione non fa passerelle, ma agisce in modo concreto al servizio delle comunità», ha affermato.
Fico ha rivolto l’attenzione anche alla questione più generale del ciclo dei rifiuti e alle responsabilità che saranno eventualmente accertate. «Alla magistratura forniremo tutto il nostro supporto, se ci verrà chiesto, perché è compito della giustizia capire le responsabilità», ha dichiarato.
Dall’aula, però, non sono mancate le contestazioni. La platea è apparsa agitata e una cittadina, esasperata, ha sintetizzato il sentimento di parte della comunità: «Non vogliamo parole, ma fatti». La donna ha ricordato anche il precedente incendio della Sapa del 2021: «Sono giorni che respiriamo aria acre e siamo stufi di essere presi in giro».
Un malcontento che porta la discussione anche a monte dell’emergenza: il controllo dei materiali che arrivano negli impianti di Airola e, più in generale, in Valle Caudina. Un tema che, secondo i cittadini, rappresenta uno dei nodi centrali da affrontare e sul quale tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti dovranno assumersi le proprie responsabilità.



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