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Blocco camion, l’allarme di CIA Campania: “Aziende agricole in ginocchio, bene i 13 milioni della Regione ma ora servono fatti”

La CIA Campania lancia l’allarme sulle pesanti conseguenze del blocco degli autotrasportatori, che impedisce alle aziende agricole di consegnare frutta, verdura e latte, mettendo a rischio prodotti deperibili e provocando perdite economiche per le imprese.

La questione è stata affrontata questa mattina nell’incontro tra le associazioni e le confederazioni agricole e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. “Siamo solidali con gli autotrasportatori e comprendiamo le ragioni della loro protesta, ma non possiamo accettare che a pagare il prezzo di questa situazione siano anche gli agricoltori, già schiacciati dall’aumento dei costi di produzione” dichiara Stefano Di Marzo, commissario regionale di CIA Campania .

“Se i camion si fermano, le nostre aziende non consegnano, i prodotti freschi rischiano di andare perduti e i danni ricadono direttamente sui produttori. È una situazione insostenibile, che richiede interventi immediati”.

Nel confronto con il presidente Fico, CIA Campania ha denunciato le difficoltà dell’intero comparto agricolo, chiedendo misure concrete contro il caro carburanti. La Regione avrebbe individuato circa 13 milioni di euro a sostegno delle aziende agricole, attraverso economie del CSR derivanti da bandi non attivati o risorse non spese.

“Apprezziamo l’impegno della Regione, ma adesso servono fatti e tempi certi. Queste risorse devono poter arrivare concretamente alle imprese, superando rapidamente gli ostacoli amministrativi e ottenendo le necessarie autorizzazioni europee. Per questo è importante coinvolgere anche il Ministero dell’Agricoltura, affinché sostenga la riprogrammazione dei fondi e contribuisca ad accelerare l’iter. Le aziende agricole non possono continuare a pagare il conto di una crisi che non sono in grado di sostenere da sole. Servono risposte urgenti, perché ogni giorno perso significa nuovi costi, prodotti invenduti e reddito cancellato”, conclude Di Marzo.

 

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