Operaio cade da una impalcatura: è grave
E’ in gravi condizioni l’operaio che oggi è caduto da una impalcatura di un palazzo in rifacimento lungo Corso Garibaldi, angolo Piazza Orsini. L’ennesimo episodio di infortunio su un cantiere edile che ha visto protagonista un uomo di 53 anni napoletano che per cause tutte da stabilire, compreso se fosse o meno in dotazione degli appositi strumenti di sicurezza, è precipitato dal sesto piano dell’edificio andando a concludere la sua caduta al quarto piano in una pozza di sangue.
Derterminante il telone di protezione che ne ha attutito lo schianto e almeno per adesso gli ha salvato la vita. L’uomo è stato dapprima ricoverato d’urgenza al Rummo ma poi, vista la gravità delle ferite riportate, è stato disposto il trasferimento in eliambulanza al Cardarelli a Napoli.
Ancora un operaio che rischia di lasciarci le penne, ancora un caso di incidente sul posto di lavoro, ancora il settore edile al centro dell’attenzione. E tuttavia prima di parlare di presenza o meno dei crismni di sicurezza è bene attendere le indagini ma quello che si può dire invece con una certa dose di sicurezza è che se il fatto si è verificato dopo le 12,30, la squadra dei Vigili del Fuoco è partita da Capodimonte alle 13,25, sarebbe in contrasto con l’ordinanza regionale n. 2 dell’1/09/2026, in materia di igiene e sanità pubblica che conferma fino al 15 settembre le misure a tutela dei lavoratori per via del caldo “esposti al sole nei settori agricolo, edile e affini, in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00.
“Si tratta di un intervento di responsabilità e di tutela che mette al centro la protezione dei lavoratori”, dichiara il Presidente della Regione Campania Roberto Fico. Ora, se l’ordinanza si attaglia al fatto specifico le cose assumono una connotazione particolare.
Per la Cgil e la Fillea il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve tornare ad essere una priorità assoluta. “Un lavoro senza sicurezza non è lavoro dignitoso” dice la Cgil, e una società nella quale una persona può uscire di casa per guadagnarsi da vivere senza avere la certezza di tornarvi sana e salva è una società che deve interrogarsi profondamente sul proprio livello di civiltà.”



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