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Cultura

Luca Barbareschi:  “noi italiani veniamo da lontano”.

Il produttore cinematografico, patron dell’Eliseo di Roma e presidente del Premio Penisola Sorrentina, invoca un giudizio morale nell’economia. In preparazione prodotti culturali e audiovisivi ispirati alla “Carta di Sorrento”

Continua il dibattito culturale e mediatico tra gli addetti ai lavori scaturito dalla nascita della “Carta di Sorrento”, il manifesto per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina” che coniuga in una visione olistica i settori fondamentali per lo sviluppo del Paese, ossia turismo, ambiente e cultura.
Tra gli ispiratori delle riflessioni, che sono pervenute ad un team di esperti coordinato da Luigi Cerciello Renna per la stesura dei venti principi che compongono la Carta, c’è il produttore, attore e regista Luca Barbareschi, patron del Gruppo Eliseo, da qualche anno alla guida della giuria del prestigioso riconoscimento, che guarda al mondo dell’audiovisivo.

Ecco quanto dichiara Luca Barbareschi a proposito del documento programmatico, che dopo la presentazione ad ottobre scorso ha avviato un lungo percorso di consultazioni, inchieste pubbliche, partecipazione a livello regionale e nazionale, prima di arrivare all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico:

“Noi italiani – afferma Barbareschi-  veniamo da lontano, da una storia straordinaria fatta da uomini straordinari. Abbiamo capito l’importanza della secolarizzazione per uscire da guerre religiose che hanno portato l’Europa in una profonda crisi. Gian Battista Vico da Napoli ispirava i migliori pensatori d’Europa e grazie alle sue idee si è arrivati al punto più alto di una visione geopolitica e culturale dell’Europa. Forse non tutti sanno che Goethe era ministro delle finanze in Germania (sul marco tedesco c’erano i versi del Faust); Churcill prima di essere un grande statista fu anche Premio Nobel per la letteratura. Eppure questo trionfo di razionalità ha portato a due guerre mondiali, cento milioni di morti, l’esaltazione di uomini psicotici, come Hitler, Mussolini, Stalin, ecc. Oggi bisogna ripartire da quell’equilibrio tra la spiritualità e l’economia; per far ciò però forse occorre inserire una parola fondamentale che sia il collante tra queste due: moralità. Moralità nell’economia. Moralità nella politica. Uscire dalla stupidità del giudizio moralistico sulle opere degli artisti. Non vivere con l’idea del potere, ma tornare a crescere nella nostra tradizione giudaico-cristiana con il potere delle idee”.

Di grande significato appare, dunque, il ruolo che il Premio “Penisola Sorrentina”- dopo venticinque anni di attività con la direzione di Mario Esposito- sta intraprendendo, facendosi, attraverso la “Carta di Sorrento”, portatore di valori costituzionalmente garantiti , depositari di una narrazione del Paese trasversale, laterale, divergente, intrinseca, in cui il principale strumento di comunicazione scelto per promuovere il dibattito e lo sviluppo, anche turistico, dei territori che la kermesse riuscirà a coinvolgere, sarà quello dell’audiovisivo.

È  in produzione, con il patrocinio della Regione Campania Settore Cinema e Audiovisivo,  uno speciale documentario per i 25 anni del “Premio Penisola Sorrentina”, denominato “Residenze artistiche” : il racconto di un viaggio a Sorrento tra gli abitanti e gli ospiti della prestigiosa kermesse, costruito per approfondire la bellezza e le potenzialità di un territorio, messo a dura prova dal Covid.

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