Reino ricorda le vittime della “Grande guerra”con una mostra fotografica
Ieri pomeriggio, a Reino, si è tenuta la cerimonia inaugurale di una significativa iniziativa storico-culturale, promossa dal Comune in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale “Universitas Terrae Reginae” – ETS. In occasione dell’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, è stata allestita una mostra fotografica e documentale in memoria dei Caduti e dei Reduci reinesi e delle valli sannite.
La cerimonia di inaugurazione ha visto anche un momento di confronto nell’Aula Consiliare del Municipio alla presenza di autorità locali, provinciali e numerosi cittadini.
L’esposizione, allestita nei locali del piano terra del Palazzo Comunale, raccoglie fotografie, lettere, documenti e testimonianze di chi ha vissuto direttamente il conflitto, spesso da bambino, in un territorio segnato prima dall’occupazione tedesca e poi dall’arrivo degli alleati.
La mostra racconta storie di coraggio, sacrificio e resilienza.Ci sono volti di nonni mai conosciuti, di uomini partiti senza fare più ritorno, di madri con figli che aspettavano invano il padre morto in guerra. Ma a parlare dalle fotografie sono anche le case, le piazze i monumenti, sbiaditi in un bianco e nero dal sapore nostalgico.
La mostra fotografica raccoglie materiali preziosi, ricordi di famiglia condivisi grazie alla generosità di tante persone. Ogni cartolina, ogni fotografia rappresenta un tassello importante del passato che funge da memoria storica.
La mostra sarà visitabile fino al 23 agosto, nei giorni feriali dalle 9:00 alle 13:00, e nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle 15:30 alle 18:30.
Un’iniziativa che invita l’intera comunità a riscoprire le proprie radici, per non dimenticare il prezzo della libertà e costruire un presente più consapevole,alla luce delle nuove grandi tragedie del nostro tempo, dove il valore della vita continua ad essere messo in discussione in nome di una ideologia e del potere.




Complimenti sinceri alla riuscitissima e lodevole iniziativa che sicuramente ha il pregio di ricordare, testimoniare, conservare ed indicare, soprattutto alle nuove generazioni, i disagi, il dolore, e spesso la morte che hanno attraversato le nostre zone solo ottanta anni fa. Il valore educativo della mostra è indubbiamente di grande spessore perché invita a riflettere sul concetto di libertà che noi oggi utilizziamo inconsciamente pensando, a torto, che sia un valore gratuito e dovuto e ci sfugge invece che va guadagnato e difeso ogni giorno con coraggio, caparbietà e comportamenti onesti e dignitosi. Oggi ci troviamo a vivere in un periodo storico denso di contraddizioni e in una società nazionale e mondiale dove regna l’ incertezza e la paura e dove il valore delle cose prevale su quello delle persone. Un invito, quindi, ad aggrapparsi a valori forti e universalmente condivisi di umanità e fratellanza forse, potrebbe aiutarci a dare un senso alla nostra vita e a quella della società “impazzita” nella quale viviamo.