Ariano Irpino amara per Mastella. Nella terra della sua assessora regionale Serrluca e del di lei consorte Gazzella, plenipotenziario nell’Ufita e non solo, ha vinto la destra con Mario Ferrante. Va da se che il risultato delle urne non è stato positivo.
E se ad Avellino il sindaco di Benevento ha tessuto le lodi del campolargo e ricavato il seggio noidicerntrista, sul Tricolle l’intesa del campolargo non c’è stata, lo stesso Gazzella ha ammesso in una intervista precedente alle elezioni a Canale 58, che Noi di Centro non ha posto pregiudiziali e che la responsabilità del mancato congiungimento delle forze progressiste è da addebbiatre ad altri, ma non spiega a chi.
Il PD s’è presentato sotto l’egida di una semicivica, Hirpinia Democratica, mentre Mastella si schierava con una compagine di centrosinistra coi Socialisti, il Movimento 5 Stelle ormai pienamente organico al Mastellismo e con la lista civica del candidato sindaco “E’ tempo di Adriano Grasso”.
Gli esiti non sono stati sioddisfacenti. Noi di Centro raccoglie il 5,6%, subito dopo la Civica del candidato sindaco, non elegge nessun consigliere pur avendo Guerino Gazzella capolista ma l’avvocato ha ottenuto 269 preferenze non sufficienti per entrare in Consiglio. Una sconfitta ragguardevole nei numeri, al di la delle compagini e dei campilarghi, e che di certo innescherà dibattiti interni e non solo per capirne la genesi e le motivazioni.
Ciliegina sulla torta la presenza di una vecchia conoscenza mastelliana, liquidato per ragioni di realpolitk ma il modo ancor l’offende. Alessandro Rosa sul palco insieme a Ferrante ma niente prodromi di adesione a destra, almeno così dice. Una piccola vendetta dei torti subiti? Molto probabile, Rosa se si è tolto qualche sasso l’ha fatto di certo in modo plateale e dinanzi alla coppia Gazzella. Corsi e ricorsi storici…
