Dopo anni di impegno e battaglie per il territorio, il Gruppo Territoriale M5S Montesarchio–Valle Caudina ha deciso, con profondo rammarico, di concludere il proprio percorso all’interno del Movimento 5 Stelle. Una scelta maturata di fronte al progressivo allontanamento dai valori di partecipazione, confronto e centralità degli attivisti che ne avevano ispirato la nascita:
“Cari cittadini, cari amici,
𝑰𝒍 𝑮𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆 𝑴5𝑺 𝑴𝒐𝒏𝒕𝒆𝒔𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒐-𝑽𝒂𝒍𝒍𝒆 𝑽𝒂𝒍𝒍𝒆 𝑪𝒂𝒖𝒅𝒊𝒏𝒂 comunica ufficialmente, e con grande amarezza, la fine del proprio percorso nel MoVimento 5 Stelle.
Siamo certi che questa notizia non giungerà come un fulmine a ciel sereno. La mancanza di una chiara linea politica per il nostro territorio, al di là di direttive generiche, e le criticità legate al 𝐶𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑃𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒, così come la deriva “𝐚𝐧𝐭𝐢-𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢” che il Movimento nazionale sembra aver preso, sono situazioni che denunciamo invano, anche pubblicamente, da troppo tempo.
𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢: 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑎𝑛𝑧𝑒 𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎
Ricorderete come il nostro Gruppo sia stato duramente critico rispetto alle alleanze imposte per le scorse elezioni regionali. A nulla è valsa la richiesta, rappresentata all’allora candidato Roberto Fico e allo stesso Presidente Giuseppe Conte, di costruire un Campo Largo basato su un 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 chiaro e condiviso quale vincolo di coalizione.
Il Programma, com’è noto, non è stato presentato, se non in “pillole”, variamente declinabili all’indomani della vittoria, secondo l’occorrenza.
Un esempio ? “𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀…”. Per il Presidente Fico, s͟e͟m͟b͟r͟e͟r͟e͟b͟b͟e͟ valere per la 𝑮𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝑨𝒅𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒓𝒊𝒎𝒂𝒓𝒊𝒂 (𝑮𝑨𝑷) ma non per i Distretti Idrici provinciali, dove la gestione pubblica può essere sacrificata in nome di intoccabili interessi privati. Ma su questo punto torneremo più avanti.
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Sul nostro territorio la bandiera del Movimento 5 Stelle sventola fin dalla sua nascita. Il nostro gruppo è attivo da anni, come testimonia anche l’attività svolta dagli attivisti dal 2012. Attivismo che ha determinato l’elezione a consiglieri comunali di opposizione di alcuni di noi alle elezioni amministrative di Montesarchio del 2018. All’epoca, la nostra fu l’unica lista certificata del Movimento 5 Stelle in Campania, tra i comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Ottenemmo un grande risultato: il 𝟐𝟎,𝟒𝟗% 𝐜𝐨𝐧 𝟏𝟕𝟎𝟗 voti e tre consiglieri eletti. Abbiamo condotto tante battaglie: la lotta alla Ludopatia con l’approvazione del Regolamento Comunale; il randagismo; il finanziamento di due progetti per le nostre scuole medie, parliamo di ventimila euro finanziati con le restituzioni dei nostri parlamentari; i fondi raccolti e donati alla Misericordia e la costante funzione di controllo di una opposizione rigorosa e propositiva.
Il radicamento territoriale del Movimento 5 Stelle è qualcosa in cui speravamo anche per la nostra Provincia, che avrebbe davvero bisogno di voltare pagina. Purtroppo, nonostante le occasioni per far sentire la propria voce, il Movimento Sannita è rimasto silente fino a scomparire, come dimostrano i dati delle elezioni regionali di novembre 2025, dove il Movimento ha registrato un calo di quasi il 40% rispetto a cinque anni fa nella provincia di Benevento, ottenendo il 6,86% (6871 voti), mentre a Benevento città ha racimolato appena 1658 voti (8,50%), nonostante abbia avuto in passato ben 4 parlamentari.
Il 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 non ha mai preso posizione su questioni scottanti per il territorio, come la privatizzazione del Servizio Idrico, la situazione disastrosa della sanità, la mobilità e la chiusura della Ferrovia Valle Caudina che oltre ad aver creato disagi a studenti e pendolari, incide negativamente sullo sviluppo economico e sulle potenzialità turistiche di Benevento e delle zone interne. Non c’è stato alcun intervento rispetto al caso, denunciato da AltraBenevento ed esaminato anche da Report, di due controversi progetti per l’abbattimento e ricostruzione delle scuole Torre-Sala (ad oggi è stato realizzato solo il 39% dei lavori e a fine giugno si chiuderà il rubinetto del PNRR). E per venire ad un caso più recente, nessuna voce si è levata per 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 lo scandalo Santamaria. L’unica condanna è arrivata solo dal nostro Gruppo Territoriale.
Il 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, la cui nomina calata dall’alto senza alcuna legittimazione della base e dei Gruppi Territoriali, è stata ufficializzata da oltre un mese, non si è premurato di dare prova di un cambio di passo. Continua a non esprimere posizioni sulle questioni che interessano il territorio, liquidando come “𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐞𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞” le osservazioni degli attivisti che glielo fanno notare, e non ha ancora convocato una riunione provinciale.
Riunione provinciale che manca ormai da quasi 18 mesi. Il nostro Gruppo Territoriale, dopo innumerevoli richieste andate a vuoto nell’ultimo anno, ha autoconvocato un incontro provinciale lo scorso 30 gennaio. Abbiamo registrato un’ampia partecipazione, raccogliendo i malumori di numerosi attivisti. Il dramma vero è che Benevento non è l’eccezione. Registriamo situazioni analoghe in tutta Italia con un malcontento diffuso e con il progressivo abbandono da parte degli attivisti.
𝐑𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚 𝐅𝐢𝐜𝐨: 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐭𝐚
Preso atto dell’impossibilità di avviare un confronto costruttivo sui temi concreti del territorio con il Coordinamento Provinciale e con gli altri GT della provincia, da novembre il nostro Gruppo Territoriale ha chiesto più volte al Presidente Fico, anche ufficialmente, un incontro in Valle Caudina. Incontro che lui stesso aveva promesso pubblicamente in campagna elettorale, per confrontarsi con Sindaci e Comitati rispetto ad alcune problematiche locali.
L’ultima richiesta, inoltrata alla Segreteria del Presidente e alla sua mail Istituzionale, risale al 5 maggio 2026. Abbiamo rinnovato l’invito a venire in Valle Caudina o, in alternativa, a ricevere una delegazione presso la Regione Campania.
Avevamo posto all’attenzione del Presidente le seguenti tematiche:
• 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 – Fondi PNRR (Ospedali di comunità, Case di Comunità e Centri Operativi)
• 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 AORN San Pio di Benevento e PO Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti
• 𝐑𝐢𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 di Airola
• 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐈𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐨 (Gara in corso e relativa Privatizzazione)
• 𝐋𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨-𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐯𝐢𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐮𝐝𝐢𝐧𝐚.
Da novembre, ogni nostro invito è stato puntualmente ignorato.
𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐈𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐨
Lasciando da parte le considerazioni sulla mancata interlocuzione con gli attivisti a tutti i livelli, i problemi da noi denunciati restano.
Il tema che più ci allarma è la parola “𝐅𝐈𝐍𝐄” che sta per essere messa sulla vicenda relativa alla 𝐏𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐈𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐃𝐢𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚, a seguito delle dichiarazioni del sindaco Mastella sull’approvazione della delibera di adesione a Sannio Acque S.r.l. preannunciata per il comune di Benevento entro metà giugno.
Ecco che si ripresentano le contraddizioni emerse durante la corsa alle regionali, quando Fico, mentre parlava di acqua pubblica, si alleava con Mastella, irriducibile sostenitore della privatizzazione del servizio idrico, insieme ad altri componenti dell’attuale maggioranza in Consiglio Regionale.
Abbiamo letto dalle pagine de “𝑰𝒍 𝑴𝒂𝒕𝒕𝒊𝒏𝒐” 𝒅𝒆𝒍 18 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐, le parole dell’assessora all’Ambiente 𝐏𝐞𝐜𝐨𝐫𝐚𝐫𝐨 (𝐌𝟓𝐒) circa la PRIVATIZZAZIONE del Servizio Idrico Integrato nel Sannio:
«𝐿’𝑖𝑛𝑑𝑖𝑟𝑖𝑧𝑧𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐹𝑖𝑐𝑜 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑜: 𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑞𝑢𝑎 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑎𝑙𝑑𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑙𝑙𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑚𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑒̀ 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑢𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑟𝑖𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑎𝑣𝑣𝑖𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖. 𝑃𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐵𝑒𝑛𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑆𝑎𝑛𝑛𝑖𝑜 𝐴𝑐𝑞𝑢𝑒 𝑆𝑟𝑙, 𝑙’𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒̀ 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑟𝑖𝑧𝑧𝑜 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑢𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖.»
Il nostro Gruppo Territoriale, da circa 3 anni segue da vicino la vicenda relativa alla costituzione della società mista Sannio Acque S.r.l., insieme ad AltraBenevento, Acqua Bene Comune ed altre sigle. Abbiamo studiato la documentazione di gara, che presentava gravi irregolarità, puntualmente evidenziate dalla Corte dei Conti in numerose delibere, che riguardavano la non corretta allocazione del rischio con possibile pregiudizio per i bilanci comunali, la mancata consultazione pubblica e soprattutto la mancanza dello “𝐬𝐭𝐫𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨”. Di fatto, una privatizzazione.
L’incontro chiesto al Presidente Fico doveva servire anche a evidenziare questi aspetti e a dimostrare che è ancora possibile, per la Regione, revocare la Gara per l’individuazione del socio privato di Sannio Acque S.r.l. (𝑢𝑛 𝑎𝑓𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 1 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖𝑧𝑧𝑎, 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜, 𝑖𝑙 𝑆𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝐼𝑑𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑆𝑎𝑛𝑛𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖 27 𝑎𝑛𝑛𝑖), come ha fatto per la Grande Adduzione.
La gestione pubblica del servizio idrico avrebbe dovuto essere un punto non negoziabile alle elezioni regionali, invece è stato sacrificato in nome dell’alleanza con Mastella.
𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐎𝐕𝐀
Le ragioni del nostro abbandono, è questo forse il punto più dolente, sono legate anche al progressivo snaturamento del Movimento stesso a cui assistiamo, impotenti, ormai da molto. Il nuovo corso del MoVimento si traduce nei fatti, e la cosa non riguarda solo il nostro territorio, ad avere rappresentanti territoriali calati dall’alto, senza alcun confronto con la base, contravvenendo a quanto deciso con NOVA. Lo stesso vale per le candidature, con i Gruppi totalmente estromessi, per le alleanze, concordate nelle segrete stanze e imposte, quando mal digerite, come condizione necessaria per un fine più alto (la poltrona). Gli attivisti, un tempo cuore pulsante della vita del Movimento, sono chiamati all’attenti solo quando si tratta di organizzare gazebo o altre trovate mediaticamente forti (𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑁𝑂𝑉𝐴 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜) ma prive di una partecipazione sostanziale nelle scelte importanti.
A noi la divisa da soldati sta un po’ stretta. E badate che ciò non significa non comprendere la necessità di doversi accordare con altri soggetti per poter amministrare: quello che condanniamo è la mancanza di dialogo, di coinvolgimento della base e di trasparenza rispetto ad accordi che dovrebbero essere orientati a garantire l’interesse dei cittadini e non le poltrone del ristretto “𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐜𝐨”.
Non vogliamo dilungarci oltre, ma è sentito, oltreché doveroso, un ringraziamento al Gruppo. Insieme abbiamo portato avanti importanti battaglie tenendo alta l’attenzione su questioni rilevanti per il nostro territorio: il lavoro svolto come consiglieri di opposizione per Montesarchio; la ferrovia Benevento-Napoli via Valle Caudina; lo scandaloso “buco sulla Torre”; la discarica “Tre ponti”; l’attenzione per i fondi PNRR per la Casa di Comunità a Montesarchio; la gestione del Servizio Idrico Integrato nella nostra provincia, con incontri divulgativi in numerosi comuni del Sannio lo scorso anno, con amministratori locali e cittadini; la battaglia, di rilievo nazionale, per il NO al referendum sulla riforma della magistratura e anche oggi ci stiamo battendo per un’informazione libera, sostenendo la raccolta firme per abolire il finanziamento pubblico ai giornali: una battaglia di civiltà, che serve anche ad aprire un dibattito ormai non più rinviabile sullo stato di salute dell’informazione in Italia.
È stato un bel cammino, sebbene con un finale amaro. Nessun rancore, solo delusione.
Grazie a chi c’è stato, a chi c’è ancora e a chi verrà.
Il nostro impegno civico proseguirà e saremo ancora più combattivi di prima. La Politica è passione, partecipazione e confronto. Aspetti che non possono essere sviliti dalla mera appartenenza o dalla tifoseria da stadio per questo o quel leader. Lasciamo al proprio destino coloro che hanno solo ostacolato e tentato di delegittimare chi ha avuto un occhio critico sulla realtà, invece di limitarsi ad obbedire e andare avanti tradendo i valori del Movimento 5 Stelle.
Grazie anche a voi per la stima e la fiducia mostrataci in ogni occasione. A presto.”