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Razzano, PD Benevento: “Escluso il sostegno a Cataudo. La linea per le Provinciali la decide la Direzione provinciale”

“Come segretaria cittadina del Partito Democratico di Benevento, mi sento di dover intervenire di fronte alle dichiarazioni del coordinatore di Noi di Centro, Pasquale Giuditta, che mostrano un nervosismo del tutto ingiustificato. L’onorevole Del Basso De Caro, infatti, non ha detto assolutamente nulla che già non si sapesse, e non c’è alcun bisogno di alzare i toni, anche perché la storia recente e i fatti parlano da soli.

A Benevento città il Partito Democratico è una convinta opposizione a Clemente Mastella da ormai dieci anni, una linea politica chiara che portiamo avanti da tempo con la massima linearità. Non esiste nessun accordo tra il PD e i partiti di centrodestra. Se proprio si vogliono cercare strane alleanze o intrecci con quel mondo, bisognerebbe guardare altrove: al massimo, negli ultimi tempi, si sono susseguite tante voci sul supporto dell’onorevole Rubano proprio a sostegno del presidente uscente Lombardi, indiscrezioni alimentate e sollevate tra l’altro dagli stessi alleati di centrodestra di Rubano. È risaputo, infatti, che sul territorio i veri punti di contatto e le convergenze politiche si muovono lungo quell’asse.

Per quanto riguarda le elezioni provinciali, nessuno ha mai parlato di votare per la destra. Molto più semplicemente, sarà la direzione provinciale del partito a riunirsi e a determinare la linea da seguire, fermo restando che è categoricamente escluso un sostegno a Cataudo.

Il PD rimane stabilmente nel campo largo di centrosinistra. Del resto, basta guardare quello che è successo nel resto della Campania negli ultimi anni per capire dove il campo largo funziona davvero e dove invece le forzature non hanno portato da nessuna parte. Proprio per questo non abbiamo bisogno di ricevere lezioni: sappiamo stare in una coalizione, ma chiediamo rispetto per la nostra storia e per le scelte dei territori.

Infine, giova ricordare che stiamo parlando di elezioni di secondo livello, una consultazione in cui non votano i cittadini ma esclusivamente gli amministratori locali. È del tutto fisiologico, quindi, che in un contesto del genere emergano le dinamiche e le sensibilità dei singoli territori, senza che questo possa essere strumentalizzato per mettere in discussione alleanze strategiche ben più ampie.”

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