Bocchini: “San Giorgio del Sannio: chi denuncia i problemi riceve attacchi personali. Il confronto politico latita”
” Da tempo un cittadino si impegna a segnalare pubblicamente i problemi della comunità sangiorgese. Lo fa per amore del paese e con spirito costruttivo. Eppure, anziché un confronto nel merito, raccoglie attacchi personali.
La dinamica è sotto gli occhi di tutti. Quando vengono sollevate questioni legate a carenze amministrative, alcuni consiglieri comunali di maggioranza – coloro che dovrebbero essere i primi a fornire risposte e soluzioni – scelgono la strada dell’attacco personale. Non replicano con argomenti, non illustrano provvedimenti in cantiere, non spiegano le ragioni delle scelte amministrative. Si limitano a colpire chi ha avuto il coraggio di parlare.
«Purtroppo alcuni preferiscono rispondere con attacchi personali anziché confrontarsi nel merito e sul piano politico. Io scelgo di non abbassarmi a quel livello e di continuare a parlare solo dei problemi di San Giorgio e delle possibili soluzioni», è la presa di posizione di Bocchini.
Il punto non è secondario: in un momento in cui le comunità locali affrontano sfide sempre più complesse, il dibattito pubblico dovrebbe essere il luogo delle idee, delle proposte, delle visioni alternative. Quando invece si trasforma in un ring personale, a perderci è l’intera collettività. Le segnalazioni dei cittadini, anche quelle scomode, meritano risposte nel merito. Non silenzio, non delegittimazione, non aggressioni verbali.
La palla torna dunque nel campo della politica locale. Chi amministra ha la responsabilità di dare conto del proprio operato. E se c’è un cittadino che indica criticità, la risposta matura è entrare nel merito: abbiamo fatto questo, faremo quest’altro, non condividiamo la vostra analisi per queste ragioni. È il confronto democratico. Tutto il resto è rumore.
Chi denuncia promette di non arretrare: continuerà a parlare dei problemi di San Giorgio del Sannio e delle possibili soluzioni. Senza abbassarsi al livello degli attacchi. La comunità, nel frattempo, osserva e giudica.”



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