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Politica

L’onda nera tedesca. Mastella avverte: “senza vero campo largo la prossima Sassonia è Roma””

Il sindaco di Benevento Mastella commenta i risultati delle elezioni in Sassonia Anhalt che hanno decretato la vittoria larga dei neonazi dell’AFD. In Germania ci si interroga con allarme su questa nuova situazione in un momento di forte ripresa militare di quel paese e di rinvigorita “wille macht”, che in questo frangente storico e politico, con una Europa in evidente difficoltà e che per contare ancora sullo scenario internazionale ha scelto la strada funesta dell’escalation militare armando l’Ucraina contro il nemico russo, corre al riarmo senza considerare le conseguenze.

Mastella cita Tito Livio “Ab Urbe Condita” in un passaggio emblematico: “Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”.  Poi attacca. “Nel campo largo molti dovrebbero rileggere Tito Livio, perché dopo la Sassonia dove l’ultradestra di Afd ha asfaltato tutto e tutti, il virus politico dell’estremismo corre, contagia, non conosce confini e in Italia la situazione e l’umore popolare non è certo differente da Magdeburgo.

C’è un malcontento dilagante”, prosegue il sindaco di Benevento, “il ceto medio divorato dall’inflazione, il costo dell’energia e del carburante totalmente fuori controllo, le tecnologie minacciano anche qualche residuo lavoro ben pagato, la gente si sente insicura più di quello che i dati raccontano, il green viene visto ormai come ostile perché polverizza i posti di lavoro invece che migliorare la vita (vedi caso Ilva): se di fronte a questo, la risposta percepita è l’arena delle primarie per scegliere il candidato, ciò che è accaduto in Sassonia lo rivedremo sui nostri schermi nazionali, prossimamente. Percepisco, invece, una sottovalutazione colpevole: il campo largo è fermo ad una grottesca foto in pizzeria, dove non c’era il centro. Una menomazione politica fatale: nella storia italiana, non si vince senza centro, lo sa chiunque abbia masticato politica.

Qualcuno blatera ancora di veti, su questo o quello, quando la rabbia monta. Non c’è la minima discussione sul programma e nessuna proposta, anche embrionale, sui temi fondamentali come la crisi del ceto medio o il costo della vita ormai insostenibile per i salari ordinari. Siamo al dualismo Conte-Schlein. Cioè fermi. Mentre la rabbia monta e anche i 5 Stelle ormai percepiti come parte del sistema, non potranno riuscire a fermare l’onda populista che alimenterà dunque solo l’ultradestra, come in Germania e Francia”, ammonisce Mastella.

“Ora o sarà tardi, servono invece unità e maturità. Lo dico anche ai miei amici del Centro che ha un grande potenziale finora inespresso: serve una confederazione unitaria, una reunion dei moderati con l’azzeramento dei personalismi, senza perdere altro tempo e senza eccezioni di sorta. E poi un Cln tra moderati e progressisti, per fermare una reincarnazione neofascista montante. E più che chi guidi la nave, la gente vuole sapere in quale direzione la nave vada: non chi lo fa, ma cosa faremo. Altrimenti dopo Magdeburgo, la prossima Sassonia rischia di essere Roma”, avverte in conclusione Mastella.

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