Un’amicizia che ha conosciuto momenti di alta ed anche momenti di bassa fortuna ma che ha avuto il merito di non interrompersi mai, nemmeno quando Erminia Mazzoni fu estromessa dalla giunta comunale per la sola colpa di avere pensato di candidarsi senza tenere conto delle volontà ceppaloniche. De Luca e Mastella come un Giano bifronte, che di suo individuava il passaggio a forme cicliche di riproposizione, in questo caso politica. La divinità romana, la più sacra e ancestrale, ha in se anche i connotati della temporalità passata e futura, in questo caso i due sodali incarnano il carpe diem, quel cogli l’utile perché “del doman non v’è certezza”. La certezza è data, invece, dalla esigenza di andare a votare in tempi assai rapidi, il Salernitano avrebbe voluto a luglio, perché il lavoro indefesso dei tre mesi di covid non andasse disperso; il Nostro ha esigenze temporali un po meno spasmodiche perché sa bene che l’aria che tira va verso l’amico di Santa Lucia e perché sta lavorando alla Gran Marmellata di Benevento 2021 in cui coinvolgere un panorama vasto di partecipazioni, una sorta “solidarietà beneventana” delle larghe intese capace di mettere dentro tutti, non senza garantire ad ognuno la sua fetta di convenienza e il suo legittimo posto al sole. Il PD locale è già sulla frequenza d’onda anche perché altro non può e non sa fare e neppure vuole fare. Magari un suo esponente potrebbe anche essere il candidato sindaco, un personaggio di ritorno come Francesco De Pierro. I nomi sono aleatori, il concetto che potrebbe determinare il percorso politico un po meno. Una cosa è certa: Mastella fa Mastella. Il personaggio è noto “urbi et orbi”, non ha alcun bisogno di argomentare le sue peculiarità. L’età non appanna la capacità di lettura del presente, avrà margini di resistenza fisica, di certo minori, ma è un dettaglio. Possiede in quantità industriale una dote che in politica conta sopra ogni altra cosa, la fortuna, ci asterremo dall’usare un altro termine che però calzerebbe molto meglio per spiegare le “magnifiche sorti e progressive” del personaggio. L’occasione offerta dal Covid è stata una vera “mazzaria” per il Giano Bifronte, una straordinaria profferta del destino per entrambi che ha ribaltato i meccanismi e li ha messi in una posizione di estremo vantaggio. E così, l’uno ha evitato di inaridirsi appresso ai suoi “arraffoni e succhiaruote” e l’altro ha potuto evitare di cercarsi un buen retiro dove svernare, perché nessuno voleva avere nulla a che fare con lui a cominciare dal PD che ora è costretto a sostenerlo per evitare l’ennesima marginalità. Il Sindaco intanto presenta il simbolo che è il Campanile riveduto e corretto. Chi vorrà seguirlo nell’avventura di settembre? Quasi tutti, da destra a sinistra, qualcuno senza troppe reticenze, qualcun altro ponendosi il problema di coscienza. A Palazzo Mosti, Quarantiello e i forzitalioti del gruppo consiliare hanno già aderito. I componenti della maggioranza non faranno troppe storie mentre è lecito chiedersi cosa faranno Pasquariello, Ambrosone, ormai distante dal suo mentore, De Minico e tutti quelli che hanno speso la loro esistenza politica a destra. O tempora o mores? E’ una delle poche cose interessanti della contingenza attuale.