“Noi tireremo dritto”, dicono i mastellisti a proposito della faccenda dei fondi prima promessi e poi negati per il proseguimento della perforazione delle tre gallerie beneventane. Come si sa il Consiglio regionale, all’unanimità, ha deciso di revocare i 30mln necessari per completare l’opera ma dalle parti di Palazzo Mosti la questione è interpretata come un atto di vendetta di Gino Abbate e per lui la nota vergata ieri dai gruppi consilari mastellisti e dalla giunta comunale è stata particolarmente tagliente.
Le aggetttivazioni nei confronti del reprobo, accusato senza mezzi termini di avere tradito “le castella mastelliane” nonostante fosse stato tra i pochi a non far parte del nucelo familiare ad aver ottenuto possibilità ad altri negate, sono molte e tutte ovviamente dispregiative. “Qualche personaggio pensa di dare un senso all’esperienza in Consiglio regionale negativa ed evanescente e ormai agli sgoccioli, con questo vacuo colpo di teatro ma sbaglia tutto”, giudizi assai pesanti.
Parole chiocce cui Abbate, che abbiamo incontrato presso il suo studio del Rione Libertà, replica in modo pacato ma non meno ficcante. “Chi ha tradito le aspettative di una città è stato Mastella che opina di se essere il Marchese del Grillo”, attacca Abbate, dietro la mia mozione c’e’ il PD e non è certo una iniziativa personale benchè ritenga quella decisione presa senza consultare il Consiglio comunale e senza ascoltare i comitati qualcosa di profondamente antidemocratico”.