Il disastro ambientale seguito allo sversamento nella acque del Sassinoro l’11 e il 12 luglio scorsi di percolato proveniente dallo stabilimento New Vision di Sassinoro posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Benevento lo scorso 7 agosto. Una vera e propria sciagura, si ricorderà la moria delle trote del vivaio a Morcone, la cui eco è arrivata fino a Napoli, in Regione, che il 25 luglio ha provveduto a diffidare la proprietà del centro di compostaggio ad eliminare le quantità abnormi di percolato giacenti all’interno dello stabilimento.
Ed è proprio il percolato, vale a dire il liquido derivato dalla putrefazione dei rifiuti stessi, che allarma le comunità dell’Alto Tammaro e non soltanto, la composizione chimica di quei liquami che le nostre telecamere di Lab hanno documentato in tutta la loro estrema dirompenza nelle acque un tempo limpide dei ruscelli che alimentano il Sassinoro e che a sua volta sfocia nel Tammaro e poi nella diga di Camoplattaro.
L’Arpac ha consegnato alla magistratura beneventana i risultati delle analisi ufficiali, sotto segreto istruttorio, già dalla fine di agosto ma i comuni di Morcone e Sassinoro non sono stati inoperosi ed hanno pervveduto ad eseguirne altri in proprio arrivando, presumibilmente, alle stesse conclusioni e che cioè sono presenti in quantità rilevantissima manganese, piombo, ferro, ammoniaca e altre sostanze altamente inquinanti.
Siamo andati a Morcone ed abbiamo incontrato i due sindaci, quello di Sassinoro Apollonio e quello di Morcone Ciarlo. Combattono questa battaglia quasi da soli ma non per questo dimostrano minore tenacia nei confronti del problema che è comune.