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Pietradefusi dice no al forno crematorio: cresce la protesta, mobilitazione pubblica il 3 gennaio

Pietradefusi dice no al forno crematorio: cresce la protesta, mobilitazione pubblica il 3 gennaio

26 Dicembre 2025 | by redazione
Pietradefusi dice no al forno crematorio: cresce la protesta, mobilitazione pubblica il 3 gennaio
Attualità
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In provincia di Avellino, nella frazione Sant’Angelo a Cancelli del Comune di Pietradefusi, è in progetto la realizzazione di un forno crematorio all’interno dell’area cimiteriale, a breve distanza dal centro abitato e in un contesto territoriale a forte vocazione agricola, caratterizzato da vigneti, oliveti e produzioni di eccellenza.

Il progetto sta suscitando una crescente e diffusa preoccupazione tra i cittadini, che temono un impatto significativo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. I forni crematori sono infatti classificati come impianti industriali insalubri di prima classe, in quanto emettono in atmosfera sostanze potenzialmente nocive quali polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di zolfo e di zinco, composti organici volatili e metalli pesanti, tra cui il mercurio derivante dalle amalgami dentali. La Convenzione di Stoccolma ha incluso tali impianti tra le fonti di sostanze tossiche persistenti, mentre la giurisprudenza amministrativa ne ha riconosciuto la natura industriale e l’elevato impatto sanitario.

Accanto ai profili ambientali, emergono forti criticità legate alla tutela delle attività economiche locali. Pietradefusi e il suo territorio sono noti per le produzioni agricole e artigianali, tra cui vini, olio e prodotti dolciari di qualità riconosciuta anche oltre i confini regionali. L’insediamento di un forno crematorio rischia di compromettere l’immagine del territorio e di generare ricadute negative sull’economia locale, incidendo sulla percezione e sull’attrattività di un’area che fonda la propria identità su ambiente, tradizione e qualità.

Ulteriore motivo di allarme riguarda il traffico funerario. Considerato il numero limitato di forni crematori presenti in Campania, l’impianto sarebbe destinato a servire un bacino di utenza molto ampio, con il conseguente transito quotidiano di mezzi funebri. Una prospettiva che appare in contrasto con le rassicurazioni fornite e che comporterebbe un disagio costante per i residenti.

Sul piano normativo, la Regione Campania ha adottato il Piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione dei crematori, che prevede una programmazione vincolante degli impianti sul territorio regionale. In base a tale pianificazione, per la provincia di Avellino risulta già operativo un tempio crematorio nel Comune di Domicella, mentre è previsto un solo ulteriore impianto per la provincia di Benevento. Appare quindi incomprensibile l’ipotesi di autorizzare un secondo forno crematorio in provincia di Avellino, in apparente contrasto con il piano regionale vigente.

Alla luce di queste considerazioni, cittadini e comitati locali esprimono una netta e ferma contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ritenendo inaccettabile esporre il territorio e le future generazioni a rischi per la salute e per l’ambiente, oltre a un danno irreversibile all’identità storica e culturale della frazione di Sant’Angelo a Cancelli, che conserva beni architettonici di grande valore e testimonianze di una storia millenaria oggi in stato di abbandono.

A sostegno di questa posizione, è stata indetta una manifestazione pubblica di protesta.

L’appuntamento è fissato per sabato 3 gennaio 2026, con ritrovo alle ore 10.30 in via Potenza, nei pressi dell’ufficio postale. Il corteo attraverserà le vie del paese per concludersi in piazza Dante Troisi, davanti al Municipio.

La mobilitazione intende richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità di una programmazione territoriale responsabile e rispettosa della salute, dell’ambiente e del futuro delle comunità locali.

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’Associazione “ I Sant’Angiolesi”

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