Sono giorni fausti per Clemente Mastella che si gode, nel tepore della sua famiglia elevata a brand, le feste natalizie e la sua centralità politica sancita dall’affermazione elettorale delle Regionali. Due consiglieri, un assessore e pure un presidente di commissione, quanta grazia Sant’Antonio. Eppure tutta questa manna fa il paio col non facile rebus della scelta proprio dell’assessore da proporre a Fico. Il Governatore, infatti, gli ha imposto un nome al femminile, lui aveva già pronto Pompilio Forgione, come da lunga pezza anticipato dal Sannio Quotidiano, scelta che non avrebbe scalfito gli equilibri di giunta e nemmeno più di tanto turbato i suoi “proci”, qualcuno alla eterna ricerca di soddisfazioni metabeneventane.
Ma la irremovibilità di Fico gli consegna un compito facile ma anche difficile al contempo; facile perchè l’unico nome che accomuna competenza e lealtà personale e politica, ciò che davvero sta a cuore a Mastella, è quello di Maria Carmela Serluca e difficile perchè scompagina quegli equilibri di cui sopra e lo mette davanti alla non facile soluzione della sua sostituzione. In Campania non è possibile essere contemporaneamente assessore comunale e regionale, lo dice l’articolo 64 del TUEL in ordine alla incompatibilità delle cariche per i comuni al di sopra dei 15mila abitanti e la Legge Regionale 16 del 2011 lo ratifica per il contesto specifico regionale. Per cui Mastella o si priva della Serluca a Benevento oppure trova un’altra figura con competenza e lealtà tali da sottoporre al vaglio del Presidente. E non è per nulla semplice.
E mentre il Nostro si arrovella e studia come trovare soluzione al suo problema ecco che gli arriva la punzecchiatura del solito Fulvio Martusciello che con il sindaco di Benevento è catulliano nell’odi et amo. Da un po di tempo il coordinatore regionale di Forza Italia quando ha a che fare col Cep è velenoso assai. Questa volta è però ironico, in materia di referendum sulla giustizia, in merito al quale Mastella ha detto di voler votare no. “Il no di Mastella al referendum? Tra poco mette il colbacco e canta Bella Ciao sotto l’Arco di Traiano per piacere alla sinistra”, il commento di un Martusciello irridente che però, sotto sotto, rientra tra coloro che farebbero carte false per averlo dalla propria parte per vincere, na volta tanto.