Riceviamo e pubbichiamo nota del Partito Animalista Italiano che interviene sulla vicenda dei cuccioli sequestrati dai NAS nell’“Oasi dei Pelosetti”, sottolineando la legittimità dell’operato delle autorità e ribadendo l’importanza delle segnalazioni come strumenti di tutela del benessere animale e della legalità:
“Il Partito Animalista Italiano interviene pubblicamente in merito alle vicende che hanno interessato il territorio di San Giorgio La Molara, con particolare riferimento al prelievo di cuccioli da un’area riconducibile all'”Oasi dei Pelosetti”, disposto a seguito di accertamenti effettuati dai Carabinieri del NAS.
L’intervento dei NAS non è avvenuto per iniziativa isolata o strumentale, bensì a seguito di plurime segnalazioni circostanziate, provenienti da cittadini, associazioni animaliste e soggetti istituzionali, tra cui anche il Partito Animalista Italiano, che da tempo monitora la situazione del randagismo e delle strutture informali presenti sul territorio.
È doveroso chiarire un elemento centrale della vicenda:
l’area in cui venivano detenuti i cuccioli risultava essere stata autorizzata dal Comune di San Giorgio La Molara come spazio di appoggio per il rifugio, sebbene non fosse strutturalmente e igienico-sanitariamente idonea alla detenzione di animali, come successivamente accertato dagli organi competenti.
Dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri del NAS è infatti emerso che:
Per tali ragioni, i NAS hanno legittimamente disposto la chiusura dell’area e il trasferimento dei cuccioli presso un canile autorizzato, dove gli animali risultano attualmente tutelati, sottoposti a controlli sanitari e inseriti in percorsi di adozione regolare.
Il Partito Animalista Italiano respinge con fermezza ogni tentativo di ribaltamento della realtà dei fatti, nonché le insinuazioni pubbliche apparse sui social, che – pur senza citare nomi – lasciano intendere responsabilità personali e azioni persecutorie, alimentando un clima di delegittimazione verso chi ha semplicemente esercitato il diritto–dovere di segnalazione.
Si ribadisce che:
La vicenda si inserisce inoltre in un contesto territoriale già segnato da gravi criticità, tra cui:
una diffida formale già inoltrata al Comune, redatta dall’Avv. Ceriello.
Alla luce di quanto sopra, il Partito Animalista Italiano:
La tutela degli animali non è un abuso.
La legalità non è una colpa.
Le segnalazioni non sono diffamazione,
ma strumenti di civiltà e responsabilità collettiva.
