Le polemiche sollevate in questi giorni dalle associazioni animaliste sulla chiusura del Presidio Veterinario (PAV) di Benevento e sui disservizi segnalati riportano l’attenzione su un episodio precedente e tuttora irrisolto: il caso del cane presumibilmente avvelenato a San Giorgio la Molara l’11 novembre 2025.
Sulla vicenda interviene la giornalista Maria Chiara Petrone, testimone oculare dei fatti, che ha seguito direttamente l’episodio e ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti senza ricevere, ad oggi, alcuna risposta ufficiale.
Il cane, in gravi condizioni e con sintomi compatibili con un possibile avvelenamento, fu condotto presso il PAV. Restano tuttavia numerosi interrogativi mai chiariti: l’assenza in sede della dottoressa incaricata al momento dell’arrivo dell’animale, la mancata prestazione delle cure di primo soccorso nella fase iniziale e le motivazioni che hanno portato successivamente alla chiusura del caso come “trauma cranico”, nonostante il contesto e le segnalazioni iniziali.
A distanza di mesi, sottolinea la giornalista, non è pervenuta alcuna comunicazione formale sulle valutazioni sanitarie effettuate né sui protocolli adottati quella sera.
La vicenda si inserisce in un quadro già complesso, rilanciato dalla nota delle associazioni animaliste che definiscono la gestione del PAV e la sua chiusura un errore irrazionale e dannoso per il territorio, evidenziando carenze operative e organizzative.
Il caso di San Giorgio la Molara è stato portato all’attenzione della Regione Campania e del Garante regionale per i diritti degli animali, affinché vengano chiariti i passaggi sanitari, amministrativi e le eventuali responsabilità.
Resta ora aperta la richiesta di trasparenza e risposte ufficiali, in un contesto in cui la tutela animale e la credibilità dei servizi pubblici risultano sempre più al centro dell’attenzione.