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Petrone: replica alla Forestale e criticità nei servizi veterinari, i casi di Calvi e San Giorgio La Molara

Petrone: replica alla Forestale e criticità nei servizi veterinari, i casi di Calvi e San Giorgio La Molara

15 Gennaio 2026 | by Redazione Bn
Petrone: replica alla Forestale e criticità nei servizi veterinari, i casi di Calvi e San Giorgio La Molara
Attualità
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“Negli ultimi giorni la vicenda di un cane vagante a Calvi (BN) ha portato alla ribalta questioni legate ai servizi pubblici di tutela degli animali e all’organizzazione delle risposte istituzionali in situazioni di emergenza.

In particolare, l’associazione animalista “Ciotole Piene, Pance Felici Rescue Italia APS – sezione di Benevento” ha denunciato pubblicamente un episodio del 10 gennaio 2026, in cui un cane regolarmente microchippato sarebbe rimasto senza adeguata assistenza per ore a causa di presunti disservizi: la polizia municipale locale non sarebbe stata dotata di strumenti per leggere il microchip e il Presidio Asl Veterinario (PAV) di San Giorgio del Sannio era chiuso per il fine settimana, impedendo l’intervento immediato dei servizi veterinari competenti.

In replica alle accuse, la Guardia Forestale ODV ha diffuso una risposta diretta alle critiche mosse dall’associazione sul caso di Calvi, indicando come le procedure di intervento siano conformi alle normative vigenti e sottolineando il proprio ruolo operativo nei casi di competenza.

Tuttavia, queste repliche ufficiali non affrontano ancora uno degli aspetti centrali sollevati da chi segue da tempo la problematica dei servizi veterinari e della tutela animale nel Sannio: la gestione della grave situazione verificatasi l’11 novembre 2025 a San Giorgio La Molara, quando una cagnolina, rinvenuta agonizzante con sintomi compatibili con un possibile avvelenamento, è deceduta dopo ore di sofferenze senza che emergessero risposte immediate e trasparenti da parte degli enti preposti.

Su quel caso la giornalista Maria Chiara Petrone, testimone oculare dei fatti e promotrice di segnalazioni formali agli enti competenti, ha sollevato richieste di accesso agli atti e sollecitato chiarimenti sia alla Regione Campania sia al Garante regionale dei diritti degli animali, evidenziando alcune lacune nella comunicazione istituzionale e nella gestione delle emergenze veterinarie.

Le associazioni animaliste avevano inoltre sottolineato come la chiusura del PAV nel fine settimana, circostanza richiamata nel caso di Calvi, sia percepita come un problema strutturale che può influire negativamente sulla tutela degli animali in difficoltà, soprattutto quando si tratta di cani vaganti, microchippati o randagi, che dovrebbero ricevere risposte rapide dai servizi pubblici sanitari.

In un territorio in cui episodi di presunto avvelenamento, disservizi e criticità nell’organizzazione delle risposte veterinarie sono al centro dell’attenzione di cittadini, associazioni e media locali, risulta fondamentale che le istituzioni competenti forniscano risposte chiare, trasparenti e documentate su entrambe le situazioni, distinguendo tra il piano operativo delle forze dell’ordine e le responsabilità nella gestione sanitaria e amministrativa dei servizi pubblici.”

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