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Piano olivicolo nazionale, Confagricoltura Campania: “Servono più risorse per rilanciare il comparto e investire sulle cultivar locali”

Piano olivicolo nazionale, Confagricoltura Campania: “Servono più risorse per rilanciare il comparto e investire sulle cultivar locali”

22 Gennaio 2026 | by redazione
Piano olivicolo nazionale, Confagricoltura Campania: “Servono più risorse per rilanciare il comparto e investire sulle cultivar locali”
Attualità
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In vista del nuovo Piano Olivicolo nazionale, Confagricoltura Campania si prepara a far sentire la propria voce, presentando osservazioni e proposte alla cabina di regia regionale guidata da Salvatore Cuoci, in risposta alla consultazione del Ministero dell’Agricoltura. Questa mattina l’incontro ad Avellino delle organizzazioni di categoria e l’assessora all’agricoltura Maria Carmela Serluca, utile a definire i pareri e le decisioni che saranno presentate in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Il contributo di Confagricoltura Campania è netto: il Piano Olivicolo nazionale rappresenta una risposta importante per il comparto, ma le risorse previste risultano insufficienti. Dei 340 milioni di euro complessivamente stanziati, ben 300 milioni sono destinati all’emergenza fitosanitaria e alla lotta alla Xylella, mentre solo 40 milioni sono riservati alla rimodulazione degli interventi. L’esiguità degli investimenti programmati fino al 2028 e la forte disparità rispetto ad altri capitoli di spesa non consentono una pianificazione strategica di lungo periodo, imponendo invece un approccio prevalentemente difensivo.

Come evidenziato da Antonio Casazza, responsabile della sezione economica regionale olivicoltura, per la Campania è prioritario arginare il rischio di diffusione della Xylella dalla Puglia, prevenire gravi danni alle colture e mitigare l’impatto economico sulle aziende agricole.

Per questo motivo, Confagricoltura Campania propone di rafforzare gli investimenti in ricerca e innovazione, anche attraverso l’impiego delle Tecniche di evoluzione assistita (TEA), e di incentivare nuovi impianti basati su varietà autoctone resistenti alla Xylella. “Un ulteriore strumento da valorizzare – sottolinea Casazza – è il rafforzamento delle Organizzazioni di produttori, per dare maggiore consistenza all’aggregazione, unificare i conferimenti e innalzare la qualità complessiva del prodotto”.

La federazione regionale guidata da Fabrizio Marzano converge sulla necessità di un adeguamento delle risorse finanziarie agli obiettivi del Piano e condivide il rafforzamento dell’intervento settoriale olio (OCM/IS Olio). L’attuale dotazione, pari a circa 35 milioni di euro annui a livello nazionale, viene ritenuta insufficiente a sostenere efficacemente il comparto.

Confagricoltura Campania è quindi pronta a trasmettere alla Regione le proprie osservazioni, articolate in quattro punti principali: il rafforzamento della produzione nazionale per contrastare l’ingresso di prodotto estero a basso costo; il sostegno alla ricerca e all’innovazione, comprese le TEA, in assenza di progetti operativi già avviati; il potenziamento dell’aggregazione tramite OP e AOP, prevedendo benefici per i produttori che conferiscono quote significative del prodotto; l’inclusione nel Piano delle cultivar resistenti alla Xylella, in previsione dell’espansione geografica del batterio anche in Campania e nelle regioni limitrofe.

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