«In merito alla vicenda della chiusura del Presidio Ambulatoriale Veterinario (PAV) nelle giornate del sabato e della domenica, alla luce delle recenti (im)precisazioni dell’ASL di Benevento, corre l’obbligo di alcuni chiarimenti.
Ci chiediamo perché, prima di rilasciare dichiarazioni, l’Azienda sanitaria non si documenti su atti da essa stessa prodotti. È a conoscenza – e su questo nutriamo forti dubbi – che nel mese di settembre 2017 fu indetto un avviso per la “pubblicazione dei turni vacanti relativi al terzo trimestre per l’assunzione di sei specialisti ambulatoriali branca sanità animale presso il PAV di San Giorgio del Sannio”, con orario di servizio previsto su sette giorni settimanali, per attività legate al randagismo e alla chirurgia su animali d’affezione?
L’attuale management è inoltre a conoscenza della delibera del Direttore Generale n. 157 del 15 marzo 2018, con la quale veniva presa d’atto dell’immissione in servizio degli specialisti ambulatoriali veterinari del PAV, ribadendo ancora una volta l’orario articolato su sette giorni?
Secondo quanto precisato dall’Azienda, la rimodulazione del servizio sarebbe stata attuata per evitare un impiego non giustificato di personale e risorse. Ma qual è il costo reale del turno domenicale? Ogni professionista percepisce 7,99 euro l’ora: moltiplicati per sei ore, si arriva a 47,98 euro lordi a turno. Su 51 domeniche annue, il costo complessivo ammonta a 2.447,44 euro. Una cifra che, a fronte di un bilancio di svariati milioni di euro, non può certo determinare squilibri finanziari (ACN 2019/2021, art. 43).
Si tratta di un servizio reso all’intera provincia di Benevento e ai suoi 78 Comuni: la spesa equivale a circa 32 euro a Comune per riattivare il servizio. In sanità non si risparmia, ma si ottimizzano le risorse per garantire servizi di qualità ai cittadini.
L’Azienda sanitaria è inoltre a conoscenza dell’esistenza di un numero verde regionale H24, previsto dalla legge 3/2019, per la segnalazione di cani e gatti feriti su tutto il territorio provinciale? Il primo soccorso e gli interventi di primo livello sono svolti proprio dal PAV.
È evidente che un pronto soccorso veterinario con struttura aperta e presenza di un medico specializzato sia molto più efficiente rispetto a una chiamata in pronta disponibilità, che può comportare tempi di intervento di ore, spesso fatali per l’animale.
Per tutte queste ragioni, e soprattutto alla luce delle motivazioni addotte dall’Azienda – che appaiono tese a giustificare una decisione assunta con superficialità e scarsa conoscenza della problematica – chiediamo che l’attività del PAV venga ripristinata così come era dal 2018.
Non solo per garantire un servizio efficiente ed efficace ai Comuni del Sannio, ancora una volta penalizzati da decisioni incomprensibili, ma soprattutto per assicurare ai nostri amici a quattro zampe l’assistenza sanitaria che meritano e che ha reso il PAV un’eccellenza a livello regionale».
Lo dichiara, in una nota, il Coordinamento provinciale della Lega.