L’addio di Monsignior Accrocca alla Metropolia di Benevento. Prossima destinazione per l’ormai ex presule beneventano la diocesi di Assisi-Foligno la cui cattedra Accrocca cingerà alla fine di marzo. Una decisione che, è ipotizzabile, non provochi eccessivi entusiasmi nell’arcivescovo ma che ha accolto con la prospettiva di poter incidere anche in Umbria, sebbene lo attenderà, molto probabilmente, un clima particolare con il mondo francescano col quale Accrocca dovrà relazionarsi con assoluta diplomazia.
Promoveatur ut amoveatur, una promozione che sa di regressione? Il religioso non lo crede e nemmeno lo fa dipendere dal nuovo pontificato, per molti versi assai diverso dal precedente. Tuttavia, ci proverà a proporre ad Assisi le sue linee guida che ha utilizzato a Benevento col vantaggio che nella Terra di Francesco potrà godere di una vetrina planetaria. Siamo andati a trovarlo nel Palazzo Diocesano per una lunga intervista, che verrà trasmessa in seguito, che si potrebbe definire di commiato e di bilancio e nella quale abbiamo cercato di tratteggiare il profilo del suo decennato a Piazza Orsini e il risultato è quello di un uomo come lo abbiamo conosciuto in tutti questi anni, estremamente calato nella realtà contingente e votato alla condivisione di problematiche della comuinità cui è rivolto il suo magistero pastorale.
Accrocca, profilo di un presule che ad Assisi, dove lo attenderà una possente gerarchia francescana, cercerà di esportare il modello beneventano. Ci riuscirà? E una sorta di domanda dalle cento pistole cui è difficile riospondere ma l’0impressione è che non avrà vita facile al di fuori delle sue frequantazioni culturali.