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Avs, dissesto idrogeologico: una crisi annunciata, il territorio chiede prevenzione

Avs, dissesto idrogeologico: una crisi annunciata, il territorio chiede prevenzione

3 Febbraio 2026 | by Redazione Bn
Avs, dissesto idrogeologico: una crisi annunciata, il territorio chiede prevenzione
Politica
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Il dissesto idrogeologico rappresenta oggi una delle principali emergenze ambientali e sociali del nostro Paese. Gli eventi climatici estremi che colpiscono con sempre maggiore frequenza i territori non possono più essere considerati fatalità, ma l’esito di scelte sbagliate, di una gestione non sempre attenta del suolo e dell’assenza di una strategia strutturale di prevenzione. Su questi temi interviene Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), richiamando l’attenzione sulla condizione del territorio sannita, un’area fragile che paga un prezzo altissimo in termini di sicurezza, ambiente e qualità della vita, e ribadendo la necessità di politiche ambientali serie, partecipate e orientate alla tutela delle comunità locali:

“Nel nostro Paese assistiamo sempre più al susseguirsi di eventi climatici intensi che producono disastri all’ ambiente e alla popolazione. Lo sconcerto nasce dalla constatazione che tutto nasce da una sequenza o, per meglio dire, da un circolo vizioso, che si ripete uguale nel tempo.
Gli interventi umani hanno infatti alterato il normale equilibrio naturale dei luoghi, attraverso una cementificazione indiscriminata, non sempre accompagnata da corrette valutazioni geologiche e di impatto ambientale, che ha deviato e interrato interi corsi di torrenti e canali per conquistare spazi edificabili, deforestando ampie aree boschive con conseguente danno alla tenuta dei versanti collinari e montani e incremento degli eventi franosi.

Il territorio sannita non si discosta da questo disastroso panorama ed è costretto a fare i conti con un dissesto idrogeologico diffuso, frutto di una combinazione complessa di fattori naturali e responsabilità umane. Un’area geografica come la nostra, prevalentemente collinare e montana, attraversata da una fitta rete di fiumi e torrenti, in assenza di un’adeguata manutenzione e pianificazione si trasforma periodicamente in un fattore di rischio.
Le piogge intense, che periodicamente interessano diverse zone della provincia, riportano alla memoria collettiva eventi drammatici, come l’alluvione che colpì la città di Benevento nell’ottobre del 2015, quando il fiume Calore ruppe gli argini sommergendo interi quartieri, attività commerciali e infrastrutture. Un disastro che segnò profondamente la nostra comunità locale e che resta, ancora oggi, un simbolo della vulnerabilità del territorio. Anche gli episodi di piogge torrenziali, come quelli del 2020 e del 2022, hanno causato frane in diverse aree interne, tra cui i comuni di Paupisi, San Lorenzello, e Morcone, confermando la vulnerabilità del territorio. Ma le alluvioni non sono l’unica minaccia. Frane, smottamenti e crolli interessano regolarmente le nostre aree interne, mettendo a rischio centri abitati, strade provinciali e collegamenti essenziali.
In molti comuni, la combinazione tra spopolamento, abbandono delle campagne e scarsa manutenzione dei versanti ha accentuato l’instabilità del suolo. I terreni non più coltivati, privi di opere di drenaggio e contenimento, diventano facilmente preda dell’erosione.

Emblematico, in questo senso, è il crollo di una parte del cimitero di Sant’Agata de’ Goti, avvenuto a seguito di forti piogge. Un cedimento che ha messo in luce la fragilità geomorfologica dell’area e la mancanza di adeguati interventi di consolidamento. Un luogo simbolico, legato alla memoria e al rispetto dei defunti, trasformato in teatro di degrado e allarme pubblico, con inevitabili polemiche sulle responsabilità e sui controlli mancati. La tragedia di Niscemi ci ricorda quanto sia fragile l’equilibrio tra sviluppo, sicurezza e tutela delle comunità locali. Al di là delle responsabilità da accertare, Niscemi insegna l’importanza dell’ascolto, della trasparenza istituzionale e di un confronto reale con i territori, perché prevenire le tragedie significa anche costruire fiducia, informazione corretta e partecipazione consapevole. Il problema è la mancanza di una strategia strutturale di lungo periodo. Gli interventi spesso arrivano dopo i disastri, sotto forma di fondi straordinari e cantieri d’urgenza, mentre la prevenzione resta frammentata. Piani di assetto idrogeologico, riforestazione, manutenzione dei corsi d’acqua e controllo dell’edificazione in aree a rischio sono strumenti noti, ma applicati con lentezza e discontinuità. In questo contesto, il Sannio appare come un laboratorio delle sfide che attendono molte aree interne della nostra regione. Solo attraverso una pianificazione accurata, il rispetto del territorio e l’impegno condiviso tra istituzioni e cittadini sarà possibile prevenire il rischio di nuovi disastri e garantire un futuro più sicuro e sostenibile per la nostra provincia.

Grazie ad una gestione attenta e partecipata, assicurata dall’assessora regionale AVS Fiorella Zabatta su questi aspetti rilevanti, che riguardano trasversalmente caratteristiche di natura ambientale, sociale ed economiche delle nostre comunità, sarà possibile contribuire a restituire il giusto equilibrio tra uomo e natura. Perché il dissesto idrogeologico non è una fatalità, ma il risultato di scelte, o mancate scelte, che oggi non possono più essere rimandate.”

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