La vicenda del forno crematorio che ha suscitato polemiche in Irpinia. Il Comune di Pietradefusi incassa una vittoria decisiva davanti al TAR della Campania. Con una sentenza arrivata ieri, il Tribunale Amministrativo Regionale – sezione di Salerno – ha dichiarato irricevibile e comunque infondato il ricorso contro il progetto, confermando la piena legittimità degli atti amministrativi.
I giudici hanno inoltre dichiarato improcedibile il ricorso incidentale e disposto la compensazione delle spese di giudizio. Cade così ogni ostacolo giuridico alla prosecuzione dell’iter.
Per l’amministrazione comunale si apre ora ufficialmente la strada alla gara d’appalto per la realizzazione dell’impianto.
Resta il termine di 60 giorni per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato.Un passaggio chiave che dà concretezza a un progetto ritenuto conforme alla normativa vigente e agli strumenti di pianificazione, ma che non trova il consenso della popolazione e dei comuni limitrofi che hanno manifestato apertamente la contrarietà alla realizzazione dell’opera, per motivazioni ambientali e di immagine per il territorio a forte vocazione vinicola.
Per dovere di cronaca con le nostre telecamere abbiamo seguito la manifestazione dello scorso 3 gennaio, raccogliendo le voci dei manifestanti, senza prendere le parti di nessuno ma documentando semplicemente quello che avveniva sul territorio.
Per diritto di replica, in occasione della sentenza del Tar abbiamo ricontattato il sindaco di Pietradefusi, Gaetano Musto, (già contattato all’inizio della vicenda) per raccogliere una sua dichiarazione, ma di tutta risposta il sindaco ci ha liquidato accusandoci di essere dei “partigiani” di fare informazione scorretta e quindi di non voler rilasciare interviste con la nostra emittente. Forti della nostra assoluta imparzialità restiamo aperti ad ogni confronto, e ricordiamo che le nostre telecamere e i nostri microfoni sono a disposizione di tutte le voci del territorio.