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Truffe agli anziani, Pasqualino: “ecco come li ho scoperti”

Truffe agli anziani, Pasqualino: “ecco come li ho scoperti”

12 Febbraio 2026 | by Maresa Calzone
Truffe agli anziani, Pasqualino: “ecco come li ho scoperti”
Attualità
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Le truffe agli anziani e le cyber-truffe continuano a rappresentare un fenomeno in crescita, facendo leva sulla fiducia e, spesso, sulla minore dimestichezza con la tecnologia delle vittime. La prevenzione resta l’arma più efficace e le forze dell’ordine rinnovano costantemente l’invito a prestare la massima attenzione ai segnali d’allarme.

Nei comuni di Venticano, Pietradefusi e Montefusco sono stati segnalati almeno cinque tentativi di truffa ai danni di persone anziane. La tecnica è quella ormai nota del cosiddetto “finto carabiniere”: una telefonata su numero fisso durante la quale il truffatore, spacciandosi per appartenente alle forze dell’ordine, prospetta una grave situazione di pericolo che coinvolgerebbe un familiare, solitamente un figlio o un nipote.

Sul fronte del contrasto ai raggiri, la Squadra Mobile di Benevento ha fermato un 33enne di origini napoletane, gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni di un 78enne a San Giorgio del Sannio.

Gli agenti, impegnati in servizi di prevenzione dei reati predatori, hanno notato l’uomo aggirarsi con atteggiamento sospetto nei pressi di un condominio dove era stato segnalato un tentativo di raggiro. Dopo pochi minuti è stato bloccato: nascondeva negli slip oltre 4mila euro in contanti e nel giubbotto diversi monili in oro.

Secondo quanto ricostruito, anche in questo caso la vittima era stata contattata da un sedicente comandante dell’Arma di Benevento e poi raggiunta da un uomo qualificatosi come Maresciallo dei Carabinieri. Convinto della veridicità della storia, l’anziano aveva consegnato denaro e gioielli.

Tra le persone contattate dai truffatori c’è anche il signor Pasqualino, la cui testimonianza rappresenta un esempio importante. Mentre era al telefono fisso con un sedicente nipote che chiedeva soldi per essere “scagionato” dopo un presunto incidente, ha avuto la prontezza di utilizzare il cellulare per contattare direttamente il vero nipote. In pochi istanti ha avuto la conferma che si trattava di un tentativo di truffa e ha chiamato i carabinieri. “Mi avevano chiesto 4.500 euro per liberare mio nipote, che altrimenti per aver investito una ragazzina sarebbe stato condotto in carcere a Secondigliano. Al telefono un uomo si era presentato come maresciallo dei carabinieri, ma nomi e accento non mi hanno convinto”.

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