E sei due deponessero le ataviche asce di guerra e cominciassero a dialogare? I due sono Umberto Del Basso De Caro e Clemente Mastella, vite parallele su binari assolutamente mai convergenti, antropologicamente distanti per storie personali e fisiologicamente l’uno all’opposto dell’altro. Eppure, in un passato non lontanissimo, i due hanno anche provato a fare accordi ma gli esiti non sono stati quasi mai dei migliori. E pare che contatti, sia pure indiretti, siano cominciati.
Oggi, la situazione è matura per provare a rompere le reciproche antipatie e pensare di trarre utili vantaggi da un accordo, il campo largo, che non ora ma domani, al massimo dopodomani, si farà. E quali possono essere questi vantaggi? Al Sindaco quello che sta a cuore è tornare a Roma, Camera o Senato fa assai poca differenza, è la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria interrotta, ex abrupto, dai famosi fatti del 2008; e quindi ritornare sul luogo del delitto è il coronamento di una nemesi durata una ventina d’anni scarsi di cui lui si ritiene in diritto di ottenere. Per realizzarla non esita a cercare accordi, anche con De Caro, e sarebbe disposto a negoziare il Comune capoluogo pur di avere gli appoggi necessari per puntare al Laticlavio, che pare gli garbi di più.
Umberto, di contro, sa bene che il Campo Largo si farà, che gli piaccia o meno, al di là delle dotte dichiarazioni di facciata e sa anche bene che Mastella potrebbe fare l’accordo direttamente col Nazzareno, materia su cui sta lavorando, cosa che taglierebbe fuori proprio il Capataz. Per non essere dribblato Umberto sarebbe anche disposto a negoziare e trarne qualche profitto. Quale? Lasciando perdere le Provinciali, che comunque restano un banco di prova interno al PD di una certa importanza, con due liste a darsi battaglia, e con Mastella a caccia della maggioranza perduta, che è poi la chiave di volta per lui di questo scacchiere politico, è con la scelta del presidente che si verrà a piaggia. Mastella sarebbe dell’idea, sempre nell’ottica di un accordo “all inclusive”, di rilanciare le quotazioni di Nino Lombardi che sostanzialmente sta bene a tutti, probabilmente anche ai consiglieri che verranno, mettendo sul piatto Palazzo Mosti che ritiene impresa rischiosa se la si ingaggia sotto le egide del “brand”.
Stricto sensu, la ventilata candidatura di Sandra Mastella, che da parte sua non sarebbe nemmeno troppo convinta della cosa ben consapevole di esacerbare animi in perenne attesa e stanca di candidature di servizio e basta. Nonostante ciò, l’attuale First Lady resterebbe nel ventaglio delle scelte possibili anche perchè la sua non sarebbe una corsa in salita ma corroborata da un sostegno assai corposo. Ovviamente tutto passa per le garanzie che il consorte Mastella potrà avere nella corsa al Palazzo.
Se le otterrà allora tutti gli scenari saranno sul tappeto per la sua successione a Via Annunziata. Tutti i papabili saranno ai canapi, chi più, chi meno, Sandra compresa. Certo nella summa degli accordi possibili ci sono nomi che non potranno avere spazi eccessivi e uno di questi è il Vicesindaco De Pierro che il Campo Largo metterebbe in offside, inviso com’è a Viale Mellusi; così come Ginettaccio, reo del Gran Tradimento “de le castella” mastelliane e passato ai dem con la velleità di una corsa sindacale. Per il resto ognuno avrebbe la sua fetta di possibilità in un contesto che chiude il solipsismo mastellista e apre alla concertazione leaderistica.