Dopo oltre 15 anni di attesa è stato ufficialmente inaugurato il nuovo casello autostradale di Maddaloni, un’infrastruttura attesa e fondamentale per il territorio. Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il Vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo e il Sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo. Un risultato importante, raggiunto anche grazie alle mobilitazioni e alle proteste organizzate dalla Filt Cgil Campania e dalla Filt Cgil Caserta, che hanno contribuito ad accelerare un iter burocratico durato troppo a lungo.
Con l’apertura del nuovo svincolo si attiverà anche la viabilità esterna tra Marcianise e Maddaloni, con l’obiettivo di alleggerire in modo significativo il traffico dei mezzi pesanti lungo la SP335, in particolare nel tratto da Caserta Sud fino a Maddaloni, area fortemente congestionata e caratterizzata dalla presenza di numerose attività commerciali.
Se la soddisfazione per questo traguardo è pienamente legittima, restano tuttavia aperte numerose questioni strategiche per la provincia di Caserta e per l’intera Campania. Tra le priorità vi è la realizzazione dell’asse viario Caserta–Benevento, infrastruttura a quattro corsie originariamente concepita come autostrada e oggi ritenuta collegamento cruciale tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento. Il primo lotto, da Caserta a Paolisi, era previsto nel piano quinquennale 2021–2025. Il Ministro ha annunciato l’inserimento dell’opera nel programma 2026–2030 dell’ANAS: l’auspicio è che agli impegni assunti seguano atti concreti.
Altrettanto strategica è l’integrazione degli interporti di Maddaloni–Marcianise e di Nola con il Porto di Napoli, per costruire una piattaforma logistica di rilievo nazionale fondata su un efficiente sistema di retroportualità.
Per la città di Caserta restano prioritarie ulteriori infrastrutture: il Terminal Bus e il Polo Museale della Canapa, opere indispensabili per porre fine al degrado causato dalla sosta dei bus turistici davanti alla Reggia di Caserta e alla stazione ferroviaria. Il protocollo d’intesa prevede uno stanziamento di 40 milioni di euro, con affidamento alla AIR Campania. Si rende inoltre necessario procedere con l’assegnazione della gestione del parcheggio sotterraneo di Piazza Carlo III, struttura con oltre 1.500 posti auto e spazi per autobus turistici.
Permane inoltre l’urgenza di completare il Policlinico di Caserta, atteso da circa trent’anni, e di programmare interventi per la Valle del fiume Isclero e per numerose altre opere già inserite negli strumenti di pianificazione ma ancora prive di piena attuazione.
Alla luce delle scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fissate a luglio 2026, diventa imprescindibile un monitoraggio trasparente sullo stato di avanzamento delle opere finanziate, non solo per la provincia di Caserta ma per l’intera Campania – da Avellino a Benevento, da Salerno a Napoli.
Qualora alcune infrastrutture non dovessero essere completate entro i termini del PNRR, sarà necessario individuare con tempestività fonti alternative di finanziamento – Fondi strutturali europei 2021–2027, Fondo Sviluppo e Coesione e programmazioni nazionali – per evitare di disperdere investimenti strategici.
La vera sfida è ridurre il gap infrastrutturale tra Nord e Sud e contrastare l’isolamento crescente delle aree interne, in particolare Avellino e Benevento, sempre più colpite da spopolamento e marginalizzazione economica. Oggi si celebra un risultato importante. Ma il futuro della Campania richiede una programmazione chiara, priorità condivise e un impegno concreto per garantire sviluppo, coesione territoriale e prospettive reali alle nuove generazioni. Forse servirà un miracolo. Ma costruirlo è una responsabilità collettiva.