breaking news

Anche a Benevento Libera promuove l’iniziativa “109 piazze per la Legge 109”

Anche a Benevento Libera promuove l’iniziativa “109 piazze per la Legge 109”

6 Marzo 2026 | by Redazione Bn
Anche a Benevento Libera promuove l’iniziativa “109 piazze per la Legge 109”
Attualità
0

Il 7 marzo 2026 saranno 30 anni, da quando, grazie anche al milione di firme raccolte su impulso di Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie la legge 109 fu approvata in Parlamento.
Libera per festeggiare e onorare questi trent’anni di impegno collettivo promuove in questo fine settimana di marzo l’iniziativa “109 piazza per la legge 109”. Tre giorni di iniziative con più di 150 luoghi e spazi animati in tutta Italia da volontari della rete di Libera per promuovere e valorizzare il significato di trent’anni di beni confiscati restituiti alla collettività.

Anche a Benevento avrà luogo l’iniziativa, nella giornata di domenica 8 marzo, in piazza Federico Torre, lungo il Corso Garibaldi. I volontari del coordinamento provinciale di Libera Benevento scenderanno in piazza con la campagna “Diamo linfa al bene” per chiedere a tutte e tutti di difendere la Legge 109 e per ribadire una richiesta chiara: una firma per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Un gesto concreto per fare uno scatto in più per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi, perché ogni giorno di ritardo fa il gioco delle mafie.

Basti pensare che, secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Beni confiscati, in Campania sono 3.831 i beni immobili confiscati e destinati mentre sono 2.519 quelli ancora in gestione ed in attesa di essere destinati. Sul lato delle aziende, sono 350 le aziende confiscate e destinate mentre sono 516 quelle ancora in gestione.

“Torniamo in piazza, con trent’anni di storia alle spalle – dichiara Maria Rosaria Ricci, referente provinciale di Libera Benevento – per difendere la legge 109 che ha innovato profondamente la percezione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, oltre che disciplinarne l’uso e il riutilizzo. Ma anche per dare nuovo slancio e nuova linfa a questa norma che deve rappresentare sempre più il pilastro del coinvolgimento civile nel contrasto alle mafie partendo da proprio dai beni per il bene”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *