Domenico Matera lancia un messaggio ai presunti alleati del centrodestra: costruire un gruppo unico in Provincia in previsione delle presidenziali di ottobre per creare un argine alla politica mastelliana. Nulla di personale col sindaco di Benevento, Matera sottolinea che dinanzi a domande capziose lui ribadisce che la stima e anche l’amicizia col Sindaco restano intatte ma che il suo intendimento politico, in assenza di una virata a destra di Mastella, è quello di favorire un dialogo costruttivo e programmatico con Forza Italia e Lega.
Se andiamo a contare quante volte, a turno, i leaders del centrodestra locale hanno usato questo paradigma si corre il rischio di far notte. Tuttavia, Matera si dice disposto anche a rinunciare a qualcosa pur di costruire, insieme a chi vorrà starci, il centrodestra che unito sfidi Mastella e il campo largo che lui definisce un “campo di patate” in cui ognuno rincorre il proprio posto al sole.
Rubano, non più tardi di qualche giorno fa, non aveva affatto alluso ad un centrodestra unito ma aveva invece chiamato alla Santa Alleanza antimastelliana tutti coloro che a sinistra vedono con il fumo negli occhi il campo largo e faceva riferimento ai decaristi e con fare artatamente ingenuo anche i “diversamente mastelliani” che di fatto non hanno mai platealmente preso posizione a favore dell’ex ministro. Nessun riferimento a Matera e alla Lega.
Insomma, appare il classico ritornello che va avanti da quasi un lustro senza portare risultati probanti. Vero è che la contingenza non autorizza a fare balzi in avanti che oggi non si possono fare tanta e tale è la confusione che regna nell’aere politico. Il PD chiede a Mastella maggiore prudenza nel suo dinamismo aggressivo tutto numeri e maggioranze, ma poi le diplomazie del Capataz e del Cep lavorano a fari ultraspenti guardandosi con diffidenza ma comunque mantenendo vivi i contatti. E trasversali sono anche i contatti tra le opposte fazioni, tra una parte del centrodestra, segnatamente Forza Italia e il PD tanto che Cesaro ed Alaia di Italia Viva – Casa Riformista denunciano che “nel Beneventano emergono segnali preoccupanti di abboccamenti tra pezzi del Partito Democratico ed il Centrodestra in vista delle elezioni per il Presidente della Provincia previste questo autunno”.
Matera, che di certo non è uno sciocco, sa bene che il futuro immediato è lastricato di imprevisti, compreso quello che potrebbe portare lui stesso a ritenersi libero di agire nel momento in cui “l’unità del centrodestra” resterà lettera morta perchè minata alla base dalle manovre sotterranee degli stessi protagonisti.
Finalino su Fratelli d’Italia che Matera rivendica come unico soggetto politico della destra, tutto nel partito, nulla al di fuori del partito, qualcuno parlava dello Stato… al riparo dai cattivi maestri o professorini, come ha detto lo stesso coordinatore. E chi sono questi professorini? Uno potrebbe essere Nicola Boccalone ma forse di più Federico Paolucci, che fu mentore dello stesso Matera al tempo “dei dolci sospiri”.
E infatti Paolucci, a mezzo social, non perde tempo e definisce quella dell’ex amico “una nervosa e pietosa manifestazione di esercizio del potere contro nemici che non ha più”. Poi conclude tagliente. “Vuole, il senatore Materia impedire che si apra un dibattito su cosa sia la destra oggi? Non credo ne abbia il potere e non credo che chi, come me, lo chiede da tempo, sia un abusivo provocatore. Di abusivo c’è solo un triste interprete dell’arroganza di chi ha costruito solo un percorso finalizzato a conquistare posizioni, ma che evita ogni confronto perchè lo teme”.
Unità…ussiè…