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Quel fiume carsico che attraversa la politica beneventana

Quel fiume carsico che attraversa la politica beneventana

10 Marzo 2026 | by Enzo Colarusso
Quel fiume carsico che attraversa la politica beneventana
Politica
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Nel bailamme del dibattito politico a farla da padrona sono le stilettate che i partiti e i movimenti si lanciano vicendevolmente al solo fine di rendere ancora più caotico e sostanzialmente interlocutorio il momento che fa seguito al voto provinciale di secondo livello. E d’altra parte non si può pretendere di capirne di più se sono gli stessi protagonisti a capirci poco. Fatta eccezione per Mastella che almeno un dato di fatto lo può esibire; i cinque consiglieri alla Rocca c he gli restituiscono la maggioranza. E qui si ferma anche il sindaco di Benevento perchè lo scenario è ancora troppo nebuloso per tentare una interpretazione più approfondita.

E allora ecco il valzer delle scorribande che coinvolge un po tutti. Addirittura la venuta al cozzo tra Matera e Mastella, incredibile dictu, con una sarabanda di distinguo su chi ha vinto o chi ha perso e come sarà il futuro se la nuova legge elettorale va verso il proporzionale per cui i Fratelli sentenziano che per Mastella saranno tempi durussimi. E quelli, i mastelliani, fanno  un riferimento addirittura epico dando appuntamento ai presunti rivali a Filippi, come il fantasma di Cesare ai suoi carnefici con presagi si sventura. Insomma, molta fuffa e poca sostanza a parte il richiamo dei renziani alleati di Mastella che si saranno accorti che sotto le chiacchiere qualcosa di carsico si muove per davvero e cioè che pezzi di centrodestra forzista dialogano con pezzi di decarismo e questo metterebbe certo in allarme i seguaci del Cep sulla tenuta del campo largo che dalle parti di Largo Guerrazzi proprio non va giù.

In definitiva, è il tempo delle schermaglie ma anche dei riassestamenti. E se nel PD si apre una stagione diversa per il notabilato decarista perchè esiste una forma seppur embrionale e ancora acerba di dissenso interno che dialoga anche con l’ala sinistra e socialista, liste provinciali a parte, a destra non si intravvede per nulla quell’afflato unitario che si ferma all’enunciato. Sarà frutto del momento di crisi, nell’accezione greca del termine inteso come passaggio dell’attuale fase a politica per cui si naviga a vista, molto a vista.

 

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