Meno dieci giorni ai referendum sulla giustizia. Gli italiani saranno chiamati a stabilire se si potrà procedere alla riforma voluta dal Governo votando per il si oppure se si opta per la conferma dell’attuale sistema votando per il no. In sintesi i capisaldi di questa riforma; carriere separate per pubblici ministeri e giudici, due Csm, entrambi presieduti dal capo dello Stato e i cui componenti saranno nominati tramite sorteggio, funzione disciplinare affidata ad una Alta corte.
Secondo i sostenitori del Si nessuna “aggressione” all’articolo 104 della Costituzione e quindi pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura; di diverso avviso i sostenitori del No che invece intravvedono i prodromi di un graduale asservimento del potere giudiziario a quello Esecutivo.
L’avvocato Gino De Pietro, rappresentante del Comitato per il No, è intervenuto nei nostri studio di Lab inaugurando i nostri approfondimenti in vista della tornata referendaria, nell’ambito del programma Se Votassi Per…, nella prossima puntata avremo i rappresentanti del Si. De Pietro contesta in nuce, tra le altre, novità, proprio la funzione disciplinare affidata ad un’Alta Corte ad hoc.