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Gerusalemme isolata dalla guerra, Padre Ibrahim Faltas: “Frammenti di missile su una scuola, qui non ci sono rifugi”

Gerusalemme isolata dalla guerra, Padre Ibrahim Faltas: “Frammenti di missile su una scuola, qui non ci sono rifugi”

12 Marzo 2026 | by redazione
Gerusalemme isolata dalla guerra, Padre Ibrahim Faltas: “Frammenti di missile su una scuola, qui non ci sono rifugi”
Attualità
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Anche la Città Vecchia di Gerusalemme è stata colpita dalla violenza del conflitto che sta attraversando il Medio Oriente. Frammenti di un missile hanno raggiunto la scuola elementare della Custodia di Terra Santa nei pressi della Porta di Jaffa.

A raccontarlo a LabTv è padre Ibrahim Faltas, francescano e direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa.

“I frammenti sono pezzi di metallo pesante che arrivano a forte velocità e possono uccidere e distruggere – spiega –. La scuola era vuota, perché le lezioni sono sospese dal 28 febbraio. Non abbiamo avuto molti danni e, grazie a Dio, non c’erano bambini, insegnanti o personale. Sarebbe stata una tragedia nel disastro che stiamo vivendo”.

Padre Faltas denuncia anche l’assenza di luoghi sicuri nella Città Vecchia:
“Chi abita nella Città Vecchia di Gerusalemme non ha rifugi in cui ripararsi. Non esistono e non c’è la possibilità di costruirli o di ricavare posti sicuri per proteggersi”.

Un altro rottame di missile è caduto anche al Campo dei Pastori di Beit Sahour, vicino alla Cappella Palestinese. In questo caso non si registrano feriti né danni, ma le dimensioni dei frammenti – sottolinea il religioso – fanno comprendere quanto grave avrebbe potuto essere la situazione.

“La guerra – afferma Faltas – sta diffondendo morte e sofferenza. Missili e droni sono le mani e le braccia di chi non vuole vedere la disperazione negli occhi di un’umanità distrutta, di chi non sente il grido silenzioso dei bambini”.

Nella notte circa 200 missili provenienti dal Libano sono caduti nel nord di Israele, soprattutto nelle aree al confine. “La gente ha paura”, racconta il francescano, ricordando anche la situazione drammatica del popolo libanese, costretto a fuggire da città distrutte, senza riparo, cibo o cure.

Intanto Gerusalemme resta chiusa: chi non risiede nella Città Vecchia non può entrare dalle porte che la circondano.

“Da due settimane Gerusalemme, città santa, non può accogliere la preghiera dei fedeli delle tre religioni monoteiste. Neanche domani noi francescani potremo percorrere la Via Dolorosa per la Via Crucis, devozione particolarmente sentita nel tempo di Quaresima. Sono molto dispiaciuto perché avremmo dovuto viverla insieme ai bambini, ma purtroppo non sarà possibile”.

Restano chiusi anche il Santo Sepolcro e il Cenacolo, così come la Spianata delle Moschee per l’ultimo venerdì di Ramadan. Rimarrà chiuso anche il Muro del Pianto nel giorno che precede lo Shabbat.

Quanto dolore su questa terra benedetta”, conclude padre Faltas.

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