Si avvicina la scadenza referendaria per quanto concerne la riforma della giustizia che il Governo intende portare avanti. La mancanza di una maggioranza ampia in Parlamento ed ecco che l’ordinamento prevede il ricorso alla democrazia diretta per sottoporre agli elettori il responso finale; si alla riforma che poi si sostanzia con la separazione delle carriere, il doppio CSM e la creazione ex novo di un Giudice Speciale, una sorta di Alta Corte Disciplinare composta da 15 membri di cui 9 magistrati sorteggiati tra quelli con almeno 20 anni di servizio e 6 membri laici, di cui tre nominati dal Presidente della Repubblica e tre estratti da un elenco indicato dal Parlamento.
Oppure no alla riforma e tutto resta così com’è. Clemente Mastella già ha espresso la sua posizione che è inopinatamente favorevole al no, in considerazione della sua vicenda giudiziaria.