Questo pomeriggio il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha partecipato all’incontro presso la Prefettura di Avellino per la sottoscrizione dei “Patti per la sicurezza urbana” tra il Prefetto Rossana Riflesso ed i sindaci di 26 Comuni della provincia risultati beneficiari di finanziamenti per gli impianti di videosorveglianza, a valere proprio sui fondi del Viminale.
Sua, dunque, la prima firma, accompagnata dall’annuncio di ulteriori contributi al territorio per alimentare le dotazioni dei Comuni in quanto a sicurezza, sottolineando l’importanza delle telecamere nell’attività investigativa sui reati e nella prevenzione dei furti così come degli assalti ai bancomat.
A margine dell’appuntamento, però, soffermandosi con i cronisti, torna sul voto nel capoluogo della sua Irpinia. Lo scorso fine settimana aveva fatto sapere di non gradire l’investitura del centrodestra, o almeno di una parte di esso, sull’ex sindaco Laura Nargi, e, parallelamente, aveva fatto sapere di vedere meglio nel ruolo di primo cittadino di Avellino, anche per formazione politica, un profilo come il presidente dell’Ordine degli avvocati, Fabio Benigni.
Questa volta chiarisce, in maniera ancora più netta, che a suo parere “Non è questione di simboli ma di riconoscibilità della proposta e, quindi, è ora di mettere al bando trasversalismi, per una coalizione che deve presentarsi all’elettorato con una coesione granitica”. Dunque, la parola d’ordine è riconoscibilità della proposta e, ovviamente, di una candidatura di area politica precisa.
