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Affaire Santamaria, quel “silenzio” che sa di attesa

Affaire Santamaria, quel “silenzio” che sa di attesa

2 Aprile 2026 | by Enzo Colarusso
Affaire Santamaria, quel “silenzio” che sa di attesa
Politica
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L’affaire Santamaria tiene in apprensione i piani altissimi di Palazzo Mosti. La decisione dell’ormai ex dirigente, ma le dimissioni non sono state ancora formalizzate, di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del Gip fa tirare, per ora, un sospiro di sollievo a molti, tra i colletti bianchi a metà strada fra affari e politica e non soltanto loro.

Perchè al netto della vicenda personale, che compete all’autorità giudiziaria e a Gennaro Santamaria e sulla quale nulla quaestio,  la faccenda assume connotati politici per la estrema vicinanza di Santamaria al mastellismo, come da campagna elettorale regionale condotta in prima persona, insieme anche altri burocrati e basilischi vari, e per il rapporto fiduciario che è intercorso strettissimo fino a lunedi scorso con l’Amministrazione comunale e col sindaco in particolare. La parola che circola tra le stanze del Palazzo è “spregiudicatezza” per quello che si sta apprendendo da questa indagine che esonda dalla mera sfera di competenza di Santamaria per invadere anche altri settori, urbanistica tanto per fare un esempio, e che rischia di scoperchiare un vaso di pandora dalle proporzioni inimmaginabili.

La voce flebile della destra. Al netto della posizione finora isolata della Lega, che attraverso le segreterie provinciali e cittadine ha sottolineato l’aspetto politico della vicenda, di come Santamaria fosse “il braccio destro del sindaco, responsabile di settori strategici come gabinetto, politiche sociali e personale”, è riferito nella nota, e di come vada fatta chiarezza subito, la destra langue totalmente fatta eccezione per Rosetta De Stasio che però ha parlato da consigliere comunale e non da militante della Fiamma. Nessun segnale da Fratelli d’Italia e non sorprende e da Forza Italia e qui la sorpresa è parecchia. Nessun commento di natura extragiudiziaria, nessun riferimentio alla questione morale, nessuna stigmatizzazione di quanto è accaduto al netto del garantismo, si intende. 

Dal Pd invece la richiesta di chiarimento è arrivata netta e posta direttamente a Mastella che in tutta questa storia sembra avere accusato il colpo. “Il Sindaco riferisca dettagliatamente in aula attraverso un’informativa specifica”, dichiarano i consiglieri comunali dei gruppi Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Civico 22, Città Aperta, Civici e Riformisti. “Non è compito del Consiglio Comunale sostituirsi alla giustizia che farà il suo corso, ma è nostro dovere primario garantire ai cittadini che l’amministrazione attivi tutti gli anticorpi necessari per tutelare l’integrità dell’Istituzione.”

“Garantisti si ma fessi no”, è quanto si leva da Civico 22. Per Angelo Moretti “se quella singola denuncia dovesse innescare la fine di un sistema di corruttela, allora saremo di fronte ad una piccola rivoluzione civica di cambiamento della città scaturita da un solo gesto di ribellione, o di stanchezza.”

Dal Palazzo il mastellismo, per ora, mostra segnali di reazione solo dal Presidente della Provincia Lombardi che oggi, primo fra tutti, sotto la spinta delle domande della stampa ha abbozzato una considerazione di fondo. Per il resto ci sono i rumors da segrete stanze, con il Sindaco che chiama tutti al senso del dovere della compattezza e che allontana da se o tenta di farlo lo spettro della eccessiva vicinanza a Santamaria, la storia del capo di gabinetto o dello staff, carica che non sarebbe mai stata assegnata almeno ufficialmente. Finora tace, magari aspettando l’evoluzione dell’evento, affidando la posizione ufficiale al comunicato stampa di NdC, quello che faceva riferimento al presunto sciacallaggio che di fatto nessuno ha cavalcato, nemmeno per sbaglio.

 

 

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