Le festività pasquali e la vittoria del Benevento del campionato con relativa promozione in serie B hanno di fatto allentato l’attenzione generale dal grande fatto di cronaca che ha investito l’apparato burocratico del Comune di Benevento con l’arresto in flagranza di reato del superdirigente Gennaro Santamaria il 30 marzo scorso. Una fase di attesa, vista anche la scelta della difesa di Santamaria di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del Gip nell’interrogatorio di convalida del primo di aprile, con gli uffici burocratici del Palazzo in cui regna un’atmosfera rarefatta per quello che potrebbero essere gli sviluppi di questa inchiesta che pare solo agli inizi e che potrebbe portare a conseguenze clamorose a causa di ciò che potrebbe raccontare Santamaria laddove dovesse scegliere la strada della collaborazione coi magistrati. Che dopo dieci giorni di carcere potrebbe essere più che plausibile.
Sul versante meramente politico appare evidente che il macigno si sia abbattuto in prevalenza sul capo del Sindaco che sembra nervoso. Una grana di non poco conto che potrebbe creargli problemi di natura politica per quelle che sono le sue velleità personali di candidatura parlamentare e per quello che attiene aslla tenuta stessa della sua Amministrazione. Santamaria è riapparso sulla scena dopo qualche anno di anonimato fortemente voluto da lui e da lui elevato a sembianze da “superbasilisco” tra la burocrazia di Palazzo innescando anche molte diffidenze all’interno del mastellismo di cui è stato una punta di diamante. Come altri burocrati ha concorso alla elezione di Pellegrino Mastella, cosa che è stata contestata dall’opposiozione consiliare nell’ultimo comunicato congiunto col quale chiedeva a Mastella “contezza sul ruolo realmente svolto dal suo dirigente e quali iniziative abbia assunto sul piano politico e amministrativo per tutelare l’immagine di imparzialità del Comune”.
Domani il QT deciso dalla capigruppo riunita il primo di aprile. Sarà la prima assise pubblica dopo i noti eventi in cui l’Ammistrazione si presenta alla città sebbene i punti all’ordine del giorno siano di altra matrice tranne quello inerente la revoca di parte dei finanziamenti del servizio civile che ha comportato la sospensione dei progetti a causa di ispezioni ministeriali che hanno portato all’interruzione delle attività per sette giovani. Per Giovanna Megna, così come per altri membri dell’oppoisizione, la perdita del finanziamento e la sospensione delle attività derivano da “errori amministrativi e gestionali” dell’ente.