“Parte dal Sannio la petizione degli imprenditori italiani affinché il Parlamento effettui una riforma radicale del fisco che, allo stato, sta causando la chiusura di migliaia di imprese soffocate dalla elevata pressione fiscale. La stessa Corte Europea per i diritti dell’uomo (Cedu) ha emesso diverse sentenze, anche recentissime, che condannano l’Italia per il modo di accesso ai dati bancari e delle ispezioni fiscali, ritenendo il sistema italiano attuale spesso basato su indagini algoritmiche o ‘data scraping ‘ automatico in violazione dell’art. 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo -diritto al rispetto della vita privata”.
Lo rende noto Alessandro Fucci, presidente di AsLIm Italy (Associazione Liberi Imprenditori Italiani) con sede legale a Limatola, che annovera diverse sedi di rappresentanza in tutto il Paese.
“La Corte Europea – spiega Fucci – ha stabilito che l’accesso indiscriminato e massivo ai dati bancari da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza costituisce un’ingerenza ingiustificata nella vita privata. Il sistema italiano è stato giudicato sproporzionato perché mancano controlli giurisdizionali preventivi in quanto l’accesso ai conti avviene spesso tramite autorizzazioni interne, senza il vaglio da parte di un giudice indipendente; c’è una mancanza di rimedi effettivi poiché il contribuente scopre del controllo solo anni dopo, ricevendo un accertamento, rendendo impossibile difendersi preventivamente; l’ uso di algoritmi indiscriminati, in effetti l’uso di “data scraping” e algoritmi per la profilazione automatica del rischio fiscale, senza regole trasparenti è considerato un grande fratello fiscale”.
“La Corte- conclude Fucci – ha imposto all’Italia di modificare la normativa interna, in particolare il d.p.r. 600/1973 e 633/1972, per allinearla ai parametri convenzionali , introducendo tutele contro l’arbitrarietà. In sintesi , pur riconoscendo la legittimità della lotta all’evasione fiscale, la Cedu ha dichiarato illegale l’attuale prassi italiana che permette al fisco di spiare i conti correnti senza controlli stringenti”.
Di qui l’avvio di una petizione al Parlamento “affinché l’Italia rispetti le decisioni della Corte Europea dei diritti dell’uomo rendendo il nostro Paese una nazione civile e un vero stato di diritto” e un appello chiaro al Governo: è questa la politica del Centrodestra a tutela delle imprese e delle partite Iva in Italia?.