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Conservatorio in Confindustria, tensione tra la Cgil e Via La Vipera

Conservatorio in Confindustria, tensione tra la Cgil e Via La Vipera

27 Aprile 2026 | by Enzo Colarusso
Conservatorio in Confindustria, tensione tra la Cgil e Via La Vipera
Attualità
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E’ tensione tra la Cgil di Benevento e il Conservatorio. Il motivo sta tutto nella decisione di Via La Vipera di aderire a Confindustria di Benevento, decisione che è stata opinata dal sindacato che esprime “netta contrarietà argomentando sia nel metodo che nel merito la scelta del Conservario”.

“Siamo al cospetto di una decisione che, se confermata, pone, senza alcun dubbio, interrogativi di natura politica, istituzionale e giuridica di assoluto rilievo” recita la nota della Cgil, secondo la quale “un conservatorio statale, non è un soggetto economico in cerca di rappresentanza imprenditoriale, ma un’istituzione pubblica al servizio della collettività, delle studentesse e degli studenti, delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano e del territorio in cui agisce e con il quale interagisce”.  In sostanza la Cgil non contesta  “l’interscambio, il confronto, le convenzioni, i progetti condivisi, le collaborazioni culturali e formative con il mondo produttivo ma l’adesione a Confindustria significa assumere una forma di appartenenza ad un organismo privato di rappresentanza datoriale”.

E non si è fatta attendere la replica del Conservatorio affidata al Presidente Orlando e al Direttore Ilario.

Il Conservatorio è e rimane un’istituzione pubblica di alta formazione. In questo quadro l’adesione a sistemi associativi rappresentativi del mondo produttivo non assume carattere identitario, né comporta alcuna assimilazione alla natura imprenditoriale, ma costituisce una scelta già in essere, di natura strettamente strumentale, finalizzata al rafforzamento della capacità progettuale dell’Istituzione. Essa consente, in concreto, di operare con maggiore efficacia nella partecipazione a bandi competitivi nazionali ed europei, nella costruzione di partenariati qualificati e nello sviluppo di progettualità interdisciplinari che integrano musica, tecnologia, ricerca e innovazione.

Le perplessità espresse richiamano, per molti aspetti, analoghe posizioni che in passato hanno accompagnato le scelte del Conservatorio in materia di apertura alle nuove tecnologie. Anche in quella fase, l’Istituzione ha operato con una visione anticipatrice, ponendosi tra le realtà più innovative nel panorama nazionale. Scelte che inizialmente hanno suscitato perplessità si sono rivelate, nel tempo, coerenti con l’evoluzione del sistema formativo e con le esigenze delle nuove generazioni.

Ritenere che i Conservatori debbano rimanere confinati entro modelli tradizionali e non dialogare con i processi di innovazione rischia di produrre un effetto opposto rispetto alla tutela della loro funzione: quello di allontanarli dalla contemporaneità, riducendone la capacità di incidere nei contesti culturali, sociali ed economici in cui operano.

Il Conservatorio conferma la propria disponibilità al confronto nelle sedi competenti, ribadendo che ogni scelta è orientata esclusivamente alla valorizzazione della comunità accademica, allo sviluppo della ricerca e della produzione artistica e alla crescita culturale del territorio, in coerenza con il quadro normativo vigente e con il ruolo che l’Istituzione è chiamata a svolgere nel sistema dell’alta formazione.”

 

 

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