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Consiglio, Moretti: ” rimasto in aula ma cancellato il mio intervento. Parente “regista” della maggioranza”

Consiglio, Moretti: ” rimasto in aula ma cancellato il mio intervento. Parente “regista” della maggioranza”

1 Maggio 2026 | by Enzo Colarusso
Consiglio, Moretti: ” rimasto in aula ma cancellato il mio intervento. Parente “regista” della maggioranza”
Politica
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Angelo Moretti, leader di Civico 22 interviene sulla questione Santamaria e sul concitato Consiglio comunale di ieri mattina. Moretti ha si aderito alla protesta inscenata da Alternativa per Benevento ma non ha condiviso sino in fondo la decisione di uscire dall’aula, come hanno invece fatto i consiglieri del PD, quelli socialisti, Vizzi Sguera e la Megna di AVS. Moretti ha preferito assistere ai lavori e nella nota che ha diramato, oltre a stigmatizzare la “lunarità” di una maggioranza quasi avulsa dalla realtà dei fatti occorsi, spiega le ragioni del suo atteggiamento. Moretti attacca frontalmente il presidente del Consiglio Parente, “regista” della maggioranza, dice, reo di avere negato il suo intervento in aula.

“La gravità dei fatti che sono stati contestati al dirigente Santamaria, e la stessa flagranza di reato per la quale è stato tradotto immediatamente in carcere un mese fa, richiedevano una discussione immediata nel luogo “principe” della democrazia cittadina: l’aula consiliare. Nonostante la richiesta avanzata al presidente Parente il 2 aprile scorso da tutti noi del centrosinistra, ieri i consiglieri comunali sono stati invece convocati solo per discutere l’approvazione del bilancio annuale, come se in città non fosse successo nulla di importante e ci si dovesse impegnare solo per l’ordinaria amministrazione.

Per questo ho firmato convintamente la nota preparata dagli ottimi colleghi dell’opposizione di centro sinistra, che sanzionava questo silenzio della giunta e della maggioranza tutta sul fenomeno della corruzione, ( e dopo aver pubblicamente e personalmente denunciato alle autorità competenti che la sicurezza stessa degli uffici è ancora un colabrodo), ma avevo chiesto altresì agli amici di pretendere insieme che il dibattito si svolgesse in aula, prima di qualsiasi altro argomento, e solo se ci fosse stato negato ce ne saremmo andati.

Per questo ho deciso di restare in aula quando ho visto che, in assenza dell’opposizione, fatta eccezione di Rosetta De Stasio, la nota letta da Perifano aveva avuto il merito di provocare il dibattito in aula, che era stato formalmente negato. Rientrato in Consiglio ho provato a pretendere dalla Presidenza che si desse tempo a tutti i consiglieri di intervenire liberamente sulla questione Santamaria, sulle attività preventive e correttive da mettere in campo, e quando ho visto che la mia prenotazione per un intervento veniva cancellata “dalla regia” , dopo che la maggioranza si era liberamente esposta tutta a difesa delle ragioni del silenzio, ho abbandonato l’aula anche io.

Come forza civica  era doveroso provarci, per la fiducia che hanno riposto in noi cinquemila cittadini alle scorse elezioni, dispiace constatare che il presidente Parente non abbia colto questa occasione per dimostrare alla città che il Consiglio Comunale è una vera agorà e non un semplice ufficio burocratico ad appannaggio di una maggioranza di governo, che non si pone domande nemmeno di fronte ad un episodio così grave che coinvolge dirigenti fiduciari e non semplici dipendenti. Ci proveremo ancora nelle prossime adunanze consiliari.

Al di là di ciò che accadrà nelle aule del tribunale, Santamaria è oggi un mega dirigente che aveva fino a poco fa la fiducia massima del Sindaco e che ha inviato con telegramma le sue dimissioni di urgenza da una casa circondariale, bastava questo fatto per comprendere che era doveroso riferire e discuterne nel Palazzo di Città.”

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