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Donazione del sangue, gli studenti degli istituti “Luigi Sodo” e “Carafa-Giustiniani” incontrano FRATRES e il Servizio Immunotrasfusionale dell’Ospedale San Pio

Donazione del sangue, gli studenti degli istituti “Luigi Sodo” e “Carafa-Giustiniani” incontrano FRATRES e il Servizio Immunotrasfusionale dell’Ospedale San Pio

15 Maggio 2026 | by Redazione Bn
Donazione del sangue, gli studenti degli istituti “Luigi Sodo” e “Carafa-Giustiniani” incontrano FRATRES e il Servizio Immunotrasfusionale dell’Ospedale San Pio
Attualità
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Una mattinata di formazione, sensibilizzazione e approfondimento sul valore della donazione del sangue si è svolta presso l’Auditorium “G. Verdi” dell’I.I.S. “Carafa-Giustiniani” di Cerreto Sannita, dove gli studenti delle classi quinte degli istituti “Luigi Sodo” e “Carafa-Giustiniani” hanno partecipato a un incontro con il gruppo FRATRES “G. Moscati” ODV di Cerreto Sannita, in collaborazione con il Servizio Immunotrasfusionale dell’Ospedale San Pio di Benevento.

L’incontro è stato promosso dal gruppo FRATRES “G. Moscati” ODV, realtà impegnata dal 1971 nella diffusione della cultura della donazione volontaria, anonima, periodica e gratuita del sangue. A illustrarne le attività sono stati il professor Francesco Piccirillo, presidente dell’associazione, e il dottor Silvestro Lavorgna, capogruppo dell’associazione di Cerreto Sannita. È intervenuto, inoltre, il dottor Sergio Gramazio, responsabile del Servizio Immunotrasfusionale dell’Ospedale San Pio di Benevento, che ha fornito un approfondimento sanitario e scientifico.

L’iniziativa, dal titolo “Donare, un atto di amore e solidarietà”, ha rappresentato un importante momento di formazione civica, volto a stimolare nei giovani una riflessione sul valore del dono come gesto concreto di responsabilità verso la collettività.

A dare inizio all’incontro è stata la dirigente scolastica del “Carafa-Giustiniani”, Giovanna Caraccio, che ha sottolineato il ruolo centrale della scuola nella formazione della persona, evidenziando come esperienze di questo tipo contribuiscano allo sviluppo delle competenze trasversali e alla maturazione di un forte senso civico.

Sono seguiti i saluti del dirigente dell’Istituto “Luigi Sodo”, don Alfonso Luigi Salomone, che, nel ringraziare la collega Caraccio, ha richiamato il valore del dono come espressione di solidarietà e attenzione verso il prossimo, sottolineando la necessità di riscoprire i valori dell’altruismo e della comunità come fondamento della crescita personale e sociale dei giovani.

Nel corso dell’incontro, i relatori hanno presentato agli studenti un quadro chiaro e approfondito sull’importanza della donazione del sangue, indispensabile per interventi chirurgici, emergenze, terapie oncologiche, trapianti e numerosi percorsi salvavita.

Non è mancata l’attenzione al ruolo della donazione nel sistema sanitario nazionale. In Italia, infatti, si registrano ogni anno oltre tre milioni di donazioni grazie a circa 1,67 milioni di donatori attivi, un patrimonio che consente l’autosufficienza per il sangue intero e i globuli rossi. Una situazione critica riguarda invece il plasma, ancora insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale e in parte integrato attraverso importazioni estere per la produzione di farmaci plasmaderivati.

Da questo quadro emerge un principio fondamentale, ribadito durante l’incontro: il sangue non è riproducibile artificialmente e la possibilità di garantire cure e interventi salvavita dipende esclusivamente dalla generosità dei donatori.

L’incontro è stato seguito con grande interesse da parte degli studenti, che hanno partecipato attivamente, segno di un vero coinvolgimento verso una tematica che unisce dimensione sanitaria, etica e sociale.

A conclusione della mattinata, è stata consegnata ai partecipanti una penna simbolica firmata FRATRES, come invito a custodire nel tempo i valori emersi durante l’incontro.

L’iniziativa conferma quanto la collaborazione tra istituzioni scolastiche, associazioni e strutture sanitarie nella diffusione della cultura della donazione possa formare giovani sempre più consapevoli che anche un gesto semplice, ma profondamente umano, possa contribuire alla tutela della vita.

 

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