“Nave sanza nocchiero in gran tempesta”. L’incipit dantesco, Sordello che parla al concittadino Virgilio delle sventure d’Italia, potrebbe sembrare eccessivo se lo si cala nel terragno delle vicende politiche di oggidì’. Ma il centrodestra campano e quello sannita, per non parlare del pastrocchio in Iripinia, appare proprio come nave sanza nocchiero, squassata da lacerazioni interne che sembrano allargarsi sempre di più.
Unità è parola impossibile da pronunciare; mancano le condizioni politiche perchè i tre partiti sembrano più scialuppe al servizio di altre compagini o potentati politici che organismi capaci di esprimere un sentimento comune. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega perseguono scopi inconcilabili e la prospettiva di queste imminenti consultazioni presidenziali provinciali lo sta a testimoniare. Gli accordicchi prevedono altro che non una robusta tendenza alla suddetta unità.
Di questo e di altro abbiamo parlato con l’ex sindaco di Benevento Sandro D’Alessandro che si può a giusta causa considerare uno degli ultimi rappresentanti di una destra identitaria e di matrice missina che non si vede più nemmeno nella Fiamma attuale.
E il Dottore, sindaco dal 2001 al 2006, non usa giri di parole e considera la frammentazione ancora più grave di cinque anni fa presagendo un civismo serio ne competente capace di chiamarsi dietro i partiti.