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Le ambascie del PD. Via anche Ruggiero. Palumbo invoca “l’insurrezione” antidecariana

Le ambascie del PD. Via anche Ruggiero. Palumbo invoca “l’insurrezione” antidecariana

4 Giugno 2026 | by Enzo Colarusso
Le ambascie del PD. Via anche Ruggiero. Palumbo invoca “l’insurrezione” antidecariana
Politica
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Il difficile momento che vive il PD e non già per la scelta di De Caro di andarsi ad immolare a Castelfranco in Miscano ma perchè Umberto è stato costretto a farlo, tradendo la sua proverbiale ritrosia alle ribalte, proprio per togliere le castagne dal fuoco alla “sua” poco affidabile classe dirigente incapace di formare una lista che sia una senza ricorrere a “presenze forestiere”, come sarcasticamente detto dai seguaci di Giallonardo irridenti. Una discesa in campo che ha provocato casini anche a Reino, uno dei pochi fortini sicuri dem, il paese del già segretario Cacciano, e dove il sindaco rieletto Calzone l’ha presa decisamente male per motivi di carattere parentale; pare che qualche legame ce l’abbia con Giallonardo e questo non è stato percepito proprio bene da quelle parti. Insomma, il PD è al solito punto morto ed anche Umberto si sarà un po seccato di correre a mettere toppe alle strampalate defaillance delle persone che però lui stesso si ostina ad imporre ad un partito stanco. 

E così continua a perdere pezzi e sindaci se è vero che anche Ruggiero da Foiano pare voglia abbandonare la compagnia per far parte per se stesso. “Non sono nella dote di nessuno e me ne starò nel centrosinistra”, dice, forse in attesa che le cose prendano una piega e una forma più consistente. Perchè è più che valida la prospettiva che la partita delle amministrative dell’anno prossimo sarà giocata da pezzi di apparato che andranno ad aggregarsi ad altri pezzi di apparato in una coacervo di rara promiscuità politica, e allora ecco che qualcuno senta il bisogno di pensarci su e si tiri fuori quasi sdegnato da questo guazzabuglio. Nel quale le categorie di destra e sinistra perdono la loro palpabilità finendo per sciogliersi in un civismo che è forse l’unico modo per presentarsi presentabili ad un elettorato che li prenderebbe a calci se potesse. 

Impossibile, a nostro avviso, immaginare cosa sarà tra sette o otto mesi. C’è una indagine che promette scatafasci ma già qualcuno s’è precipiato a dire che darebbe da sciacalli approfittare delle disgrazie che ne potrebbero derivare a qualcuno. Fatto sta che il problema c’è, esiste e come ha detto Checola in un suo editoriale la fretyta con la quale si andrà a rivotare per Lombardi tra un mese scarso è anche figlia della paura. Ma c’è più di tutto un magma politico in fermento che sconcerta gli stessi protagonoisti che camminano a “a lume spento”.

Tornando al PD tornano alla carica gli antidecariani. Italo Palumbo condanna “il tentativo condotto a Benevento, in modo opaco, di costruire alleanze con quelle stesse forze in vista delle prossime elezioni per la Presidenza della Provincia. Se questa impostazione dovesse essere confermata, e se davvero si decidesse di spingere il PD sannita verso una deriva di destra, allora gli abbandoni di molti di noi dal partito diventerebbero del tutto comprensibili e politicamente giustificati.

Penso, in particolare, al sindaco di Foiano, al quale rivolgo pubblicamente stima, amicizia e piena condivisione politica per la scelta compiuta. Penso anche ai sindaci di San Marco dei Cavoti, Molinara e Pannarano, e a tanti altri impegnati a costruire un’opposizione alla destra. Molti di noi, nei prossimi giorni, potranno lasciare il PD. Ma non lo faranno in silenzio né con rassegnazione: lo faranno chiedendo con forza che il livello regionale e nazionale si occupi di quanto sta accadendo qui e riporti la linea del PD sannita in coerenza con quella del partito a livello regionale e nazionale.

Per questo mi rivolgo direttamente ai consiglieri comunali iscritti al PD: non seguite passivamente questa deriva a destra, non accettate lo strapotere di chi si comporta come padrone del partito. Ribellatevi. Fate sentire la vostra voce. In questo partito ci sono ancora compagne e compagni che non condividono la linea del gruppo dirigente, che si riconoscono nella tradizione del centrosinistra. Noi continueremo a sostenere le scelte del centrosinistra nazionale e, qui a Benevento, a lavorare per rafforzare il cosiddetto “campo largo”, che consideriamo l’unica formula capace di battere la destra.

Altri, invece, pensano di sconfiggerla accordandosi con essa e preparando intese occulte in vista delle prossime scadenze amministrative: una contraddizione politica e morale che respingiamo con fermezza. La scelta di aprire, se così fosse, a intese con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sarà contrastata da molti sindaci e consiglieri del centrosinistra, determinati ad affermare con chiarezza che questi “strabismi politici” non rappresentano il nostro popolo né la nostra storia.

Oggi il gruppo dirigente del PD sannita appare in totale isolamento politico, impegnato a imporre un cambio di linea in contrasto con l’impostazione nazionale e regionale del partito, alimentando così una frattura profonda nel centrosinistra locale. Noi non permetteremo che questa frattura diventi irreversibile. Continueremo a batterci perché la sinistra, nel Sannio, resti fedele a se stessa, ai suoi valori e al suo popolo. E se per farlo saremo costretti a proseguire il nostro impegno anche fuori dal Partito Democratico, lo faremo a testa alta, senza rinnegare nulla del nostro passato e guardando al futuro.”

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