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Il guazzabuglio

Il guazzabuglio

7 Giugno 2026 | by Enzo Colarusso
Il guazzabuglio
Politica
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Nel confuso universo degli “accordicchi” trasversali in vista delle Presidenziali provinciali  spicca, come avevamo anticipato qualche giorno fa, la decisione di Forza Italia di dare libertà di voto ai propri iscritti. In una parola, l’unità del centrodestra, questa sorta di mantra che l’attuale leadership del centrodestra, a turno, non vuole e non sa neppure perseguire,  si farà, forse, dopodomani.
Per adesso Rubano, Matera, e Parisi continuano a guardarsi storto alternando dichiarazioni farlocche a decisioni invece chiaramente votate all’ognuno per se e Dio per tutti. A turno strizzano l’occhietto a Mastella e se prima la palma di più devoto spettava a Matera, che tale resta, ora è anche Rubano che silente su tutto quanto è accaduto o sta accadendo a Palazzo Mosti concorre alle fortune del sindaco di Benevento.
Spara bordate severe e accusa di “sciacallaggio senza futuro” chi ha remato contro, Matera sardonico se ne tira fuori ma sa che lui è nella lista, e promette che nulla potrà impedire “lo fatale andare” di Forza Italia nel radicamento politico ed elettorale da primato sul territorio. E se a tutto questo ci aggiungiamo l’andamento lento del decarismo, che perde pezzi ma prosegue a tutta birra a difendere il proprio fortino di Largo Guerrazzi, il quadro appare completo. Poi c’è Antonella Pepe che a Il Mattino, analizza la questione. “Guardiamo ai fatti, dice ad Anna Liberatore, c’è un candidato alla presidenza con un consenso pesante (Lombardi), figlio di un radicamento che altri non hanno. Questa forza, che nel Sannio ha la massima attrattività, è una gamba del centrosinistra. La linea del Pd è una sola: saldi nel centrosinistra.
Che vuole dire tutto ma anche nulla e si potrebbe interpretare come uno stop alle ipocrisie e spazio a Mastella e “a li seguaci sui” che sono parte assai minoritaria a Napoli ma egemone nel Sannio di questo campo largo che però pare valere non dappertutto; e pure questo dovrebbe spiegarci il rampollo a capo della segreteria politica del PD il cui genitore ha vinto fottendosene, come è suo costume, di tutti e di tutto che abbia parvenza Dem.
Alla Pepe, che gode delle simpatie mastelliane al pari del genitore sindaco di Apice, fa da coro proprio una nota noidicentrista, questa volta affidata dal bell’antonio alla segretaria Sorrentino e nella quale, oltre a dare del nipponico testardo a De Caro, si concentra proprio su Antonella di cui si apprezza la sagacia al contrario proprio di chi “con incredibile autolesionismo politico continua nella miope linea di egemonizzare le sconfitte. Ma per fortuna c’è un gruppo che legge gli eventi e lo scenario politico con sagacia e coerenza. A questi esponenti e a questi interlocutori guardiamo con lealtà e sincera volontà di dialogo politico e istituzionale”.
Verrebbe da dire, meno male che i Pepe ci sono ma non si comprende fino in fondo se stanno con De Caro oppure no, se concorrono dall’interno ad una palingenesi oppure attendono gli eventi e con loro tutti quelli che senza dubbio con onestà hanno abbandonato il Gran Nipponico al suo destino di belligerante solitario e si sono chiamati fuori da un partito che francamente, e qui il bell’antonio c’ha ragione, colleziona magre figure da un decennio a questa parte con una costanza che sa dell’incredibile, vedi in ultimo il pasticciaccio di Castelfranco. Di recente se ne è andato anche Peppantonio Ruggiero che dice di volere far parte per se stesso ma intanto incontra Perifano. Lui sostiene per questioni meramente professionali ma noi, ce lo consenta il Foianese, crediamo che il contatto non si limiti a questo ma può essere stato quanto meno esplorativo.
Insomma, un guazzabuglio senza fine che produrrà la rielezione di Nino alla Rocca che poi appare onesta e tutto sommato lineare, mentre gli altri aspettano un Godot salvifico che non si vede all’orizzonte e a destra ognuno si para le chiappe perchè non sa quale sarà il suo futuro personale.
Fermo restando l’ennesima speranza in una futura legge elettorale che faccia strame di opportunismi e ambiguità, Forza Italia è in “ristrutturazione” perchè i proprietari di Arcore debbono dare il benservito a Tajani e aprire una stagione centrista con piddini in cerca d’autore e sbandati dei vari schieramenti impauriti  dagli “opposti estremismi”e insieme a lui liquidare tutta la classe dirigente tajanista ma se ne parlerà solo dopo le Politiche e considerandone anche i risultati. E nemmeno Matera se la passa bene e anche la sua rielezione non è affatto scontata posto che i risultati non sono stati granchè brillanti, Regionali docent su tutto. E allora conviene che non si balli e che ci si mostri meno attivi possibile, magari con esercizi puramente verbali buoni per i giornalisti più ortodossi e in salsa nostrana meno antimastelliani degli altri in attesa di tempi migliori.

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