Campo largo, campo stretto, campo santo, la scelta è ampia. La conclusione è però scontata; a Benevento questo tipo di soluzione non trova e molto probabilmenmte non troverà, attuazione. Mastella punge ad ogni piè sospinto il PD decariano, lo ha fatto anche oggi in Consiglio nonostante il clima da amarcord seguito alle esternazioni del sindaco sulla sua salute.
Con questi chiari di luna e aspettando il 26 luglio, ma il periodo è lungo e qualcosa potrebbe accadere, la sfida tra Cataudo e Lombardi è ufficialmente aperta visto che anche Noi di Centro chiude la racolta firme vantando grande fiducia sull’esito finale della competizione. Competizione su cui Mastella ha ragione di puntare e molto perchè una eventuale perdita della Rocca contribuirebbe a rendere nefasto questo periodo nel quale le pressioni e le angosce sono tante. Ma al di la del sindaco c’è un personaggio che da questa congerie esce ridimensionato ed è Francesco Rubano.
La sua tattica di avvicinamento al suo mentore di sempre, che però il mentore s’è limitato a lasciare a bagnomaria delegando il negoziatio al figlio consigliere regionale, s’è dimostrata fallimentare. Non lo ha seguito il suo partito, non lo ha appoggiato Martusciello che anzi ne ha raffeddato i bollori, ma più di tutto è stato costretto ad accettare Cataudo, lanciato e supportato da Matera e Parisi, tornando sui suoi passi, quelli del “voto libero” che ora non è più tale. Ci ha provato Rubano ma non si può dire che gli sia andata bene; almeno potrà abbozzare che grazie a lui o malgrado lui s’è realizzata l’unità del centrodestra nella più kafkiana delle ipotesi possibili.
