È Michele Mari il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi). Lo scrittore milanese ha conquistato il prestigioso riconoscimento con 190 voti, superando il testa a testa con Matteo Nucci, autore di Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), fermatosi a 152 preferenze.
La proclamazione è avvenuta l’8 luglio nella suggestiva cornice di piazza del Campidoglio a Roma, sede scelta eccezionalmente per celebrare l’edizione del centenario, anziché la tradizionale Villa Giulia. Mari, già vincitore dello Strega Giovani, ha confermato i pronostici della vigilia entrando nell’albo d’oro del premio.
Al centro della serata anche le polemiche che hanno accompagnato questa edizione, legate alla discussione nata intorno alle parole dello scrittore su Michela Murgia. Sul palco Teresa Ciabatti, finalista con Donnaregina, ha ricordato la scrittrice sarda: «Michela ci ha raccontato la tenacia, l’impeto e il coraggio, partendo da un piccolo paese della Sardegna e diventando una delle più grandi intellettuali che abbiamo mai avuto».
Nel suo intervento Mari ha ringraziato i lettori e chi lo ha sostenuto, chiamando sul palco la moglie e i figli per condividere il momento della vittoria.
I convitati di pietra è un romanzo dalla struttura originale e dal tono caustico: una storia ambientata in un futuro prossimo, dove una rimpatriata tra ex compagni di scuola si trasforma in una spietata gara sulla sopravvivenza. Un’opera che mescola ironia, cinismo e riflessione sul tempo e sul destino umano.
Dietro Mari, la classifica ha visto Matteo Nucci al secondo posto, seguito da Bianca Pitzorno con La sonnambula (84 voti), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (78), Teresa Ciabatti con Donnaregina (75) ed Elena Rui con Vedove di Camus (64).
Un’edizione dello Strega segnata dalle discussioni e dalle tensioni, ma chiusa nel segno della letteratura con l’affermazione di Michele Mari.