Sentire la Lega che dà lezioni di trasporti è un esercizio di comicità involontaria. Se proprio ci tengono a parlare di treni, gli esponenti locali del Carroccio facciano una telefonata al loro leader e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini: gli suggeriscano, tra un social e l’altro, di iniziare a occuparsi della rete nazionale, ormai al collasso tra ritardi e disagi quotidiani per studenti e lavoratori. Se il Ministro dedicasse ai binari la metà del tempo che passa a fare propaganda, l’Italia si muoverebbe a un’altra velocità.
Già che ci sono, spieghino ai cittadini sanniti anche i 3,5 miliardi di euro di tagli che il loro Governo ha rifilato al Fondo perequativo infrastrutturale. Del resto parliamo dello stesso partito che, con l’Autonomia Differenziata, vuole dare il colpo di grazia definitivo al Sud e alle sue aree interne.
I ritardi ci sono stati e sarebbe sbagliato ignorarli. Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere le criticità. Ma è altrettanto doveroso riconoscere che questo risultato è possibile perché la Regione Campania ha scelto a suo tempo di investire circa 200 milioni di euro sulla linea della Valle Caudina. Una scelta concreta, soprattutto se confrontata con chi, in passato, quella ferrovia l’aveva destinata alla chiusura. Nel primo trimestre del 2027, finalmente, Benevento e l’intera Valle Caudina avranno un collegamento ferroviario efficiente, sicuro e sostenibile con il capoluogo regionale e con la stazione dell’Alta Velocità di Afragola. Un traguardo importante per cittadini, studenti e lavoratori.
Perchè la programmazione non è mai neutra: le scelte politiche determinano il destino dei territori, altro che “declino inevitabile”. Parlare di aree interne non può essere retorica da convegno, significa decidere se investire o condannare le comunità all’isolamento. Noi rimaniamo convinti che le aree interne meritino gli stessi diritti delle aree metropolitane e che unire il Paese sia l’unica possibilità per garantire crescita e futuro.