Benevento| Centro disabili, la nota di Rete Sociale
Riceviamo e pu bblichiamo:
“La notizia Ăš di sabato scorso: il sindaco di Benevento Clemente Mastella Ăš riuscito a sottrarre formalmente il Centro âEâ piĂč bello insiemeâ alla cooperativa âLa SolidarietĂ â: la struttura sarĂ messa a gara dallâAmbito. Ma la notizia passata quasi in sordina Ăš che il Comune Ăš riuscito anche a chiudere il centro nel frattempo: i voucher promessi, sono stati negati ieri ai familiari. PerchĂ©? âMotivi burocratici⊠forse a settembreâ.
CosĂŹ Ăš stato avviato il primo, concreto rischio di chiusura definitiva di un centro che per 17 anni ha resistito con lotte e sacrifici, alle crisi e alle paventate chiusure provocate da politiche miopi. Ma questa volta, il rischio Ăš maggiore: sia perchĂ© al vertice delle principali istituzioni beneventane mancano uomini in grado di difenderlo; sia perchĂ© il âmodoâ in cui si Ăš giustificata la necessitĂ della gara rischia di distruggere non solo un bene prezioso per la collettivitĂ , ma – come accade quando parte la macchina del fango contro chi non lo merita – di danneggiare tutta la comunitĂ . PerchĂ© il fango del sospetto gettato sulla Caritas e sulle cooperative nella sua orbita, rischia di vanificare anche il lavoro meraviglioso fatto da tutte le altre cooperative senza fini di lucro per reinserire nella societĂ disabili fisici, psichici, ex detenuti e migranti. Mai un servizio per disabili, infatti, era stato cosĂŹ attaccato e vituperato da un rappresentante dello Stato che dovrebbe esserne lo strenuo difensore. PerchĂ©? Trovare una risposta a questo interrogativo Ăš vitale. Non solo per noi âfamiliari â ma per tutti. PerciĂČ ci proveremo: assumendoci la responsabilitĂ di affermazioni che sosterremo anche in Tribunale se ciĂČ servirĂ a fare chiarezza.
LA CARITAS OPERA CON SUE COOPERATIVE IN TUTTâITALIA: PERCHE A BENEVENTO NON PUOâ?
âLa prima cosa che ho scoperto⊠Ú che la Caritas Ăš una cosa e non si mischia con le cooperativeâŠ. perchĂ© Caritas fa attivitĂ di natura caritatevole⊠di volontariato puroâŠ. dare da mangiare agli affamati e vestire gli ignudi…. Qua invece siamo in presenza di una cooperativa ( âLa âSolidarietĂ â ndr) come tutte le altre soggetta alla logica del mercatoâŠ. un conto Ăš la tutela dei ragazzi, un conto Ăš tener conto delle esigenze di mercato delle cooperative⊠il Comune aveva due pullmini che aveva dato alla Caritas⊠non a questi per gestireâŠ. io non credo sia correttoâŠrispetto alle altre diventa concorrenza slealeâŠâ. Questi concetti sono stati snocciolati dal sindaco Mastella in conferenza stampa, non secondo una coerente logica di pensiero, ma disseminati qua e lĂ , insieme ad altre notizie vaghe e allusive – come il riferimento ai NAS o a un âdischetto anonimo con una serie di fotografie degli ambienti del Centro⊠riguardo l’igienicitĂ dei luoghiâŠ.â â in un âaffabulareâ frammentato e spesso incomprensibile che non chiarisce ma alimenta interrogativi e sospetti (confronta la trascrizione riportata sulla pagina Facebook âNO SALUTE MENTALE A PORTE CHIUSEâ).
Risultato: il messaggio che arriva allâopinione pubblica Ăš che questo rapporto tra la Caritas, il suo direttore Don Nicola, il coordinatore Angelo Moretti e le attivitĂ delle cooperative: âĂš poco cristiano⊠Il regime di monopolio non va bene. C’Ăš bisogno di competizione per favorire proprio i disabiliâŠ.â
Evidentemente Mastella conosce talmente poco il mondo del sociale, da ignorare che in tuttâItalia, il rapporto tra Caritas e cooperative Ăš un normale rapporto di cogestione: la diocesi di Milano gestisce le piĂč belle opere di caritĂ attraverso le sue cooperative. E cosĂŹ la diocesi di Firenze o di Torino attraverso cooperative, fondazioni e associazioni di volontariato nate per aiutare chi ne ha bisogno. Anche la Caritas di Benevento in questi 11 anni di direzione di Don Nicola De Blasio, ha aiutato molti giovani a formare cooperative i cui operatori – con contratti a tempo indeterminato â sanno di doversi impegnare a lavorare per missione e risultati, non per prestazioni ad ore. Una regola che ha prodotto miracoli. Dall’incontro tra Caritas e societĂ civile beneventana, infatti, Ăš nato il Consorzio di cooperative âSale della terraâ che solo un âignoranteâ (nel senso di âcolui che ignoraâ) puĂČ paragonare a un âmonopolioâ: perchĂ© ignora la differenza tra questo e una rete di economia sociale cittadina costituita anche da persone che si portano dietro storie difficili ed esperienze dolorose. CosĂŹ il Consorzio Ăš divenuto un esempio nazionale di buona economia sociale per la sua capacitĂ di coinvolgere persone che vanno oltre il fine dello stipendio: come dimostrano le decine di disabili, migranti ed ex detenuti presi in carico gratis con risultati â per la loro salute e qualitĂ di vita â sorprendenti.
IL PARADOSSO CHE NE FA UN CASO UNICO IN ITALIA
Lâaccostamento con âregole di mercatoâ e âconcorrenza slealeâ, dunque, non solo Ăš improponibile – come ha spiegato anche il presidente dei Giuristi Democratici, Maria Teresa Vallefuoco sulla stampa (e su âNo salute mentale a porte chiuseâ) â ma fuorviante e, per certi versi, inquietante: perchĂš un sindaco si preoccupa di concorrenza sleale? Il suo compito dovrebbe essere monitorare il buon funzionamento dei sevizi sociali – soprattutto se il suo Comune risulta ultimo in Campania – non governare le regole del mercato: che spetta, invece, allâUnione Europea. Di fronte a un Centro che colma i vuoti dellâinadeguatezza comunale, un sindaco dovrebbe esclamare: âMagari ce ne fossero tanti cosĂŹ!â. Ma non lo fa. Anzi â e qui sta il paradosso e l’assurditĂ amministrativa di questa storia che ne fa un caso unico in Italia – il sindaco diventa controparte di un Centro per disabili che funziona bene, anteponendo astruse logiche di mercato ai bisogni e alle richieste degli utenti.
Come mai?
Se si guarda a âEâ piĂč bello insiemeâ come caso isolato, la risposta non si trova. Ma inquadrato nellâorbita del Consorzio definito âmonopolioâ, forse la risposta emerge proprio dalle parole del sindaco Mastella laddove, dopo la premessa – âla Caritas non si mischia con le cooperativeâ – aggiunge: â⊠perchĂ© Caritas non partecipa come Ăš capitato arrivando quarta/quinta⊠per gli SPRAR⊠Qua invece siamo in presenza di una cooperativa che ha partecipato allo SPRAR arrivando quarta e dice che tutti gli altri quattro sono cattivi e loro sono buoni, ma questo Ăš un regime di concorrenza…â
LO STRANO ACCOSTAMENTO âDISABILIâ E âMIGRANTIâ
Che strano: perchĂ© il sindaco nella conferenza stampa sul centro per Disabili gestito dalla âSolidarietĂ â, tira fuori la gara per lo Sprar persa dalla cooperativa Caritas il âMelogranoâ che per questo ha fatto ricorso? Direbbe Di Pietro: âche câazzecca?â Lâaccostamento tra disabili e migranti Ăš un lapsus involontario o un preciso messaggio? Sta di fatto che la Caritas di Benevento ha portato avanti la campagna âWelcomeâ di accoglienza ai migranti in tutta Italia, ricevendo solo encomi; ha incluso nel mondo del lavoro oltre 100 migranti; su questa valida esperienza â che ha coinvolto 15 sindaci della provincia di Benevento e Avellino, oltre a Leoluca Orlando, sindaco di Palermo – Don Nicola, Moretti e Gabriella Giorgione hanno scritto un libro-manifesto âLâItalia che non ti aspettiâ (ed. CittĂ Nuova) giĂ presentato in Lombardia, Piemonte, Puglia e il prossimo 26 agosto a Venezia, durante il festival del cinema. Ebbene, perchĂ© il âMelogranoâ non dovrebbe fare ricorso contro lâaggiudicazione ritenuta illegittima alla cooperativa âEsculapioâ di Marano, se ne intravede gli estremi? Ed Ăš solo un caso se lâannuncio del ricorso contro questâaggiudicazione ha scatenato lâattacco del Comune contro âEâ piĂč bello insiemeâ? Un dubbio che nasce spontaneo proprio perchĂ© Ăš il sindaco ad accomunare le due vicende tirando in ballo âconcorrenzaâ e âmercatoâ.
Ma in effetti questa nuova realtĂ sociale dĂ fastidio a un certo âtipo di mercatoâ: perchĂ© se le cooperative Caritas inizialmente marginali, grazie al sostegno di una rete di familiari e grazie alle altre cooperative sorte a Benevento sulla medesima base di valori, sono riuscite ad affermare un âsistema di qualitĂ â capace di salvare disabili, ex detenuti e migranti a basso costo, questo sistema intralcia il âmercato degli esseri umaniâ basato sul lucro e sullo sfruttamento dei piĂč deboli. E purtroppo questa lotta al âmercato di vite umaneâ – che proprio la nostra associazione avviĂČ nel 2013 in psichiatria con lâaiuto anche della Caritas – oggi si sta spegnendo. Come mai? PerchĂ© nellâanno âdi graziaâ 2013 si verificĂČ un fortunato connubio tra persone giuste al posto giusto. Il palco di Beppe Grillo – installato per caso âal posto giustoâ: sotto la sede della Asl – fece da cassa di risonanza alle nostre denunce alla dirigenza della Salute Mentale che continuava a foraggiare i costosi âmanicomi privatiâ buoni solo a cronicizzare la malattia mentale. E fra le âpersone giusteâ che raccolsero la denuncia, i primi furono il direttore generale e sanitario della Asl, Rossi e Ventucci che avviarono il tavolo di lavoro con cui i Progetti Terapeutico Riabilitativi Personalizzati (PTRI) per una âvera curaâ dei disabili psichici, sono stati adottati a Benevento e provincia. La reazione delle lobbie della psichiatria e della riabilitazione, perĂČ, fu violenta. E solo con lâaiuto di altri âuomini giustiâ si Ăš potuto arginarla: quelli ai vertici della Caritas e delle sue cooperative â che hanno seguito gratis tanti pazienti pur di dimostrare che la cura funziona â e lâallora vescovo di Benevento Andrea Mugione. Coraggioso e lungimirante, ci concesse unâintervista in cui dichiarĂČ: âĂ la prima volta che la Diocesi prende pubblicamente parola su questo tema, anche se da anni la Caritas Diocesana promuove strutture per il benessere delle persone con sofferenza psichica e fisica. Ed Ăš la prima volta che lo fa⊠schierandosi al fianco di unâidea portata avanti dalle famiglie⊠proponendo ai sistemi sanitari un vero cambiamento culturale: passare dalla logica delle strutture a quella dellâaccoglienza sociale basata sulla rete territoriale⊠E lâadesione della Diocesi Ăš totaleâ. Su questa strada poi hanno camminato i fatti: le guarigioni di chi stava male da anni, i reinserimenti nella vita e nel lavoro grazie a nuove cooperative senza fini di lucro – non solo della Caritas – selezionate e inserite in un apposito albo della Asl.
PERCHEâ Eâ A RISCHIO ANCHE LA SOCIETAâ BENEVENTANA
Che cosa Ăš cambiato rispetto ad allora? Gli uomini al vertice. Eâ cambiato il vescovo: quello di oggi Ăš soprattutto uno studioso. Eâ cambiato il vertice Asl: che dopo avere inaugurato unâassurda ârotazioneâ di psichiatri alla direzione del DSM â trasformandolo in unâauto senza autista â ha di fatto bloccato la riforma: nel 2018 Ăš stato avviato un solo PTRI. Non solo, di recente ha fatto unâoperazione simile a quella del sindaco: con una gara, ha tolto il lavoro di lavanderia e piccoli rammendi affidato ad una piccola cooperativa che da 20 anni impiegava disabili psichici, per affidarlo ad unâimpresa dotata di piĂč adeguati âmacchinariâ. Come Ăš stato possibile tuto ciĂČ? Proprio perchĂ© quel muro di protezione offerto dalla Caritas di Benevento a TUTTE le valide cooperative sorte in questi anni, rischia di sgretolarsi non solo per la pressione delle lobbie, ma anche per lâincomprensione di chi, abituato a logiche economiche e ad altri interessi, non riesce a decifrare una lotta fatta per i diritti e le esigenze sociali.
Ecco perchĂš a nostro avviso, piĂč che âEâ piĂč bello insiemeâ, oggi Ăš in bilico il baluardo di valori e la possibilitĂ di âscegliere liberamenteâ da âchiâ farsi accudire e curare, che il centro rappresenta per la societĂ beneventana: alla quale, ora, spetta decidere se difendere o meno tutto questo.”



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